
Sei nato con la classica 'gobba al naso', oppure ti è venuta nel corso della vita, magari per incidenti o traumi passati?
Questa anti-estetica 'gobba' ti sta forse creando, da anni, problemi psicologici e mancata accettazione della tua personalità, con ovvi riscontri negativi sulla tua vita sociale?
Il gibbo nasale, cioè la sporgenza sul dorso del naso che confidenzialmente è chiamata 'gobba' nel mondo laico, può essere sia di origine congenita, sia acquisito nel tempo, di solito dopo incidenti o traumi che hanno deformato le ossa nasali o le cartilagini.
Il naso con un gibbo molto pronunciato è una caratteristica di molte persone di origine caucasica che si perde nella notte dei tempi: abbiamo infatti innumerevoli esempi, nell'arte di pressoché ogni civiltà occidentale (parzialmente anche quella mediorentale, specie mediterranea), che raffigurano sia uomini che donne con un naso 'a gobba', non differente da quello che si può apprezzare in molti esponenti della società moderna.
Leggi questa pagina informativa per scoprire tutto sulla 'gobba del naso': non solo sulla sua origine, ma anche sui trattamenti chirurgici che possono essere effettuati per correggerlo definitivamente.
Cos'è il gibbo nasale?

Il profilo duro e intransigente di dante alighieri, col suo famoso naso aquilino
Il gibbo nasale, chiamato comunemente 'gobba del naso', è una convessità del profilo dorsale della piramide nasale, visibile in proiezione laterale come una prominenza più o meno accentuata lungo la linea che va dalla radice del naso alla sua punta.
Dal punto di vista anatomico, il dorso nasale è una struttura mista, composta da un segmento osseo superiore, formato dai due ossi nasali propri e dai processi frontali delle ossa mascellari, e da un segmento cartilagineo inferiore, costituito dalle cartilagini laterali superiori (o triangolari), che si articolano superiormente con i margini caudali degli ossi nasali attraverso una sovrapposizione fibrolegamentosa e inferiormente con le cartilagini alari maggiori.

l'inconfondibile naso adunco di federico da montefeltro
Il gibbo si forma quando questa struttura, valutata in proiezione sagittale, presenta un profilo convesso anziché rettilineo o lievemente concavo.
Storicamente, il gibbo nasale congenito è una condizione comune a molti esseri umani, di entrambi i sessi: abbiamo testimonianze certe di questa peculiare caratteristica estetica già in civiltà antiche, e sono famose le 'gobbe' di importanti personaggi storici, come ad esempio Giulio Cesare, Cleopatra (caratteristica che la regina d'Egitto aveva presumibilmente ereditato dalla sua dinastia lagide), per non parlare poi del sommo poeta Dante Alighieri, con l'inconfondibile 'profilo aquilino', tipico di chi ha un gibbo particolarmente pronunciato.
La componente ossea del gibbo nasale è composta dall'ispessimento del profilo degli ossi nasali propri, eventualmente accentuato dalla presenza di un callo osseo, in caso di una sua origine post-traumatica.
La componente cartilaginea è invece costituita dall'eccesso di volume delle cartilagini laterali superiori nella loro giunzione con il setto cartilagineo, zona definita anatomicamente come 'keystone area', che è una vera e propria area di transizione biomeccanicamente critica perché rappresenta il punto di massima resistenza strutturale del terzo medio del naso.
Il gibbo, nella grande maggioranza dei casi, è una variante anatomica congenita, determinata dalla morfologia osseo-cartilaginea individuale e dall'espressione fenotipica del patrimonio genetico del soggetto.
Non costituisce una malformazione, non è classificabile come patologia in senso stretto e non comporta, di norma, alcuna compromissione funzionale della respirazione nasale.
Più raramente, il gibbo è acquisito in esito a trauma nasale: una frattura non ridotta o ridotta in modo non ottimale può determinare la consolidazione delle strutture ossee in posizione anomala, con formazione di un callo osseo che crea o accentua la convessità dorsale.
In questi casi il profilo del gibbo è tipicamente meno armonico di quello congenito, spesso asimmetrico e a volte associato a deviazione del setto nasale.
Il gibbo nasale è una caratteristica anatomica quasi esclusivamente caucasica, e la sua distribuzione geografica nella popolazione mondiale segue un pattern talmente preciso da essere diventato oggetto di studio nell'ambito dell'antropologia fisica e della biologia evolutiva.
Le popolazioni di origine mediterranea, mediorientale, iberica, balcanica e slava presentano una frequenza molto elevata di dorso nasale convesso, mentre il fenomeno è praticamente assente nelle popolazioni di origine est-asiatica (cinesi, giapponesi, coreani, vietnamiti, cambogiani) che mostrano invece un dorso nasale piatto o lievemente concavo, con scarsa proiezione della punta e narici più ampie e orizzontali.
Questa differenza morfologica non è casuale né puramente estetica: riflette migliaia di anni di pressione selettiva evolutiva legata al clima e alla qualità dell'aria respirata.
Nelle regioni aride, fredde e polverose del bacino mediterraneo, del Medio Oriente e dell'Asia centrale, un naso lungo, stretto e prominente con un dorso convesso garantisce un percorso aereo più lungo all'interno delle cavità nasali, con una più efficace umidificazione, riscaldamento e filtrazione dell'aria inspirata prima che raggiunga la laringe e i polmoni.
Questo vantaggio fisiologico, accumulato su decine di migliaia di anni di selezione naturale, ha progressivamente fissato nel genoma delle popolazioni caucasiche una morfologia nasale che oggi, in un contesto estetico contemporaneo, viene spesso percepita come disarmonica.
Le popolazioni tropicali ed equatoriali, che respirano aria già calda e umida, non hanno mai avuto questa necessità fisiologica: il loro naso si è invece evoluto verso narici ampie e un dorso basso, ottimale per la dissipazione del calore corporeo.
La conseguenza paradossale di questa lunga storia evolutiva è che il rinofiller all'acido ialuronico (sviluppato in Occidente per attenuare il gibbo delle pazienti caucasiche) viene oggi utilizzato in quantità enormi in Asia orientale esattamente per lo scopo opposto: costruire artificialmente un profilo dorsale prominente che la selezione naturale locale non ha mai prodotto.
Identico trattamento, identica molecola, due continenti, due obiettivi anatomicamente e culturalmente speculari.
Epidemiologia e distribuzione etnica del gibbo nasale: quanto è comune nella popolazione?

il simpatico attore pippo franco, che ha sempre preso con intelligente ironia il suo naso pronunciato, storto e con prominente gibbo
Il gibbo nasale è una caratteristica anatomica estremamente frequente nella popolazione di etnia caucasica, in particolare nelle popolazioni di origine mediterranea, mediorientale, iberica, balcanica e slava.
Vi è una caratteristica distributiva di notevole interesse anatomo-antropologico: il gibbo nasale è pressoché assente nelle popolazioni di origine est-asiatica (cinesi, giapponesi, coreani, vietnamiti, cambogiani), che presentano al contrario un dorso nasale tipicamente piatto o lievemente concavo, con scarsa proiezione della punta nasale.
nelle popolazioni di etnia asiatica, il gibbo nasale è rarissimo
Qeusto fa sì che la domanda estetica più comune in chirurgia nasale per le pazienti di origine asiatica è pertanto l'aumento del profilo dorsale, non la sua riduzione.
Questa variabilità inter-etnica nella morfologia nasale riflette molto probabilmente pressioni selettive evolutive correlate al clima: nelle regioni con aria fredda e secca, un naso lungo e prominente garantisce una più efficace umidificazione e riscaldamento dell'aria inspirata prima del suo ingresso nelle vie aeree inferiori, con vantaggio adattativo.
Il naso piatto delle popolazioni tropicali ed equatoriali non ha questa necessità fisiologica e si è invece sviluppato in direzione di un'ampia apertura delle narici, funzionale alla dissipazione del calore corporeo.
Classificazione morfologica del gibbo nasale: quanti tipi di 'gobbe' esistono?

In base all'entità della convessità, il gibbo può essere classificato come:
- Lieve, con sporgenza di entità millimetrica, rilevabile soprattutto in proiezione fotografica laterale;
- Moderato, con convessità chiaramente visibile in proiezione frontale, laterale e a tre quarti, che altera in misura significativa la percezione del profilo del viso;
- Marcato, cioè il cosiddetto 'naso aquilino', con una convessità molto accentuata che domina i lineamenti del profilo, spesso associata a una punta nasale proiettata caudalmente e a un angolo naso-labiale ridotto, inferiore ai 90-95 gradi nelle donne e ai 90 gradi negli uomini.

In base alla componente prevalente, il gibbo può essere prevalentemente osseo, localizzato nel terzo superiore del dorso, di solito l'esito di una componente congenita o post-traumatica con interessamento degli ossi nasali propri, prevalentemente cartilagineo ovverosia localizzato nel terzo medio e nella giunzione con la keystone area, spesso di natura congenita, o misto, con interessamento di entrambe le componenti, che è la configurazione anatomica più frequente nella pratica clinica.
In base all'origine, si distingue invece il gibbo congenito (solitamente armonico, simmetrico, espressione del fenotipo individuale) dal gibbo acquisito post-traumatico, spesso asimmetrico, irregolare al profilo palpatorio e radiologico, e talora associato a deviazione settale.
Impatto estetico del gibbo sul profilo del viso: come si valuta clinicamente la 'gobba del naso'?

La valutazione estetica del gibbo nasale non può prescindere dall'analisi del viso come sistema di proporzioni, in cui entra in gioco anche una spiccata valutazione psicologica del paziente.
La chirurgia plastica del viso moderna adotta diversi sistemi di misurazione delle proporzioni facciali, tra cui la suddivisione orizzontale del viso in tre terzi (fronte, zona medio-facciale e zona inferiore), la valutazione degli angoli naso-labiale e naso-frontale, la proiezione e la rotazione della punta nasale, la larghezza delle basi alari in rapporto alla distanza intercantale e molti altri parametri.

Il naso occupa il centro geometrico del volto e rappresenta il punto di convergenza dello sguardo dell'interlocutore nel momento della comunicazione visiva diretta: non per nulla, la nostra società da particolare importanza al naso proprio perché, per questa sua posizione centrale, è ovviamente un elemento di costante valutazione estetica sociale.
Il gibbo di entità moderata o marcata, valutato in proiezione laterale, produce un profilo dorsale convesso che spezza la continuità visiva della linea frontale-nasale-labiale, rendendo i lineamenti del viso più angolosi e percepiti come più 'duri' e meno attraenti.
L'angolo naso-labiale, cioè l'angolo formato dalla columella con il labbro superiore, è un parametro strettamente correlato alla percezione estetica del gibbo: un angolo naso-labiale ridotto (naso 'pendente') in combinazione con un gibbo pronunciato è la configurazione che produce il maggiore impatto negativo sul profilo, e richiede quasi sempre una correzione chirurgica combinata (riduzione del gibbo e rotazione della punta nasale) anziché il solo rinofiller.
La prima riduzione chirurgica del gibbo nasale per ragioni puramente estetiche fu eseguita a Berlino nel 1898 da un chirurgo di trentadue anni di nome Jakob (germanizzato poi in Jaques) Joseph, che operò un giovane paziente tormentato dal proprio profilo nasale attraverso un approccio completamente endonasale, senza lasciare alcuna cicatrice visibile sul viso.
L'intervento fu tecnicamente riuscito, ma costò a Joseph il posto di assistente presso la clinica universitaria del professor Julius Wolff, che lo licenziò ritenendo eticamente inaccettabile impiegare le risorse della Chirurgia accademica per modificare un naso perfettamente sano per ragioni di vanità estetica.
La comunità medica berlinese dell'epoca condivise in larga misura questo giudizio: l'idea che un Chirurgo potesse e dovesse operare su un organo sano per migliorarne l'aspetto era, per i canoni medici di fine Ottocento, una violazione profonda del principio del primum non nocere (in primo luogo, non nuocere).
Joseph comunque non si scoraggiò: aprì uno studio privato a Berlino e continuò a perfezionare la tecnica operatoria della rinoplastica, sviluppando strumenti chirurgici specifici per la modellazione ossea e cartilaginea del naso (raspe, osteotomi, elevatori) molti dei quali portano ancora oggi il suo nome nella nomenclatura strumentale della Chirurgia Plastica internazionale.
Nel 1904 pubblicò il primo resoconto scientifico sistematico sulla riduzione del gibbo nasale per via endonasale, e nel 1931, a coronamento di oltre trent'anni di lavoro clinico e scientifico, pubblicò il trattato Nasenplastik und sonstige Gesichtsplastik, che rimase per decenni il testo di riferimento assoluto della disciplina in tutto il mondo occidentale.
Jacques Joseph morì a Berlino nel 1934, pochi mesi dopo l'ascesa al potere del nazionalsocialismo, che aveva già iniziato a colpire i professionisti ebrei tedeschi.
È universalmente riconosciuto come il padre della rinoplastica estetica moderna, e la sua storia è anche quella di un'idea, cioè che la Chirurgia potesse migliorare la qualità della vita di una persona agendo sulla sua autopercezione estetica, che dovette aspettare quasi un secolo prima di essere accettata dalla Medicina ufficiale.
Le opzioni terapeutiche per ridurre il gibbo del naso: rinofiller o rinoplastica?
Modificare la forma del naso per finalità non funzionali ma estetiche è stato sempre uno dei desideri dell'essere umano e, nelle etnie caucasiche, spesso questo desiderio coincide con la riduzione della spesso tanto sgradita 'gobba del naso'.
Tuttavia nel passato, per mancanza di anestesie o sedativi efficaci, la modifica ai fini esclusivamente estetici era impensabile: la Chirurgia Plastica del naso, sebbene di origini antichissime (ne abbiamo già notizia, con tecniche molto avanzate, addirittura nell'India del 600 a.C.), era dedicata esclusivamente ai fini ricostruttivi.
In epoche violente e totalmente slegate ai valori di rispetto e sacralità della vita umana per come la conosciamo noi ora, erano frequenti le amputazioni del naso a scopo punitivo, e pertanto i Cerusici del passato (cioè i Chirurghi) rivolgevano le loro attenzioni alla ricostruzione funzionale, e non a capricci estetici.
Toccherà attendere molti secoli, fino all'avvento delle prime tecniche anestesiologiche, affinché la Chirurgia Plastica del naso diventi, da stato di necessità, uno strumento in grado di modificare il naso, senza indicibili sofferenze, anche ai fini meramente estetici.
L'intervento di correzione delle imperfezioni del naso è chiamato rinoplastica, e fonda le sue origini e i suoi protocolli, ancora sostanzialmente invariati, sul lavoro pioneristico di Jacques Joseph, Chirurgo tedesco che non solo ideò ed eseguì il primo intervento di riduzione del gibbo per via endonasale, ma pubblicò nel 1931 il famoso trattato "Nasenplastik und sonstige Gesichtsplastik", rimasto per anni una pietra miliare della Chirurgia Plastica del naso.
Attualmente, sebbene la rinoplastica sia ancora uno dei tre interventi di Chirurgia Plastica più eseguiti al mondo (se la batte col primo posto assoluto con la blefaroplastica e la mastoplastica additiva), la Medicina moderna ha comunque messo a punto delle alternative non chirurgiche, temporanee ma comunque spesso apprezzabili, per modificare esteticamente il naso e ridurre la visibilità del gibbo.
Quest'alternativa, che va subito chiarito può essere utile solo in particolari casi di 'naso a gobba', si chiama rinofiller, ed è un intervento di tipo ambulatoriale.
Le due metodiche disponibili per la correzione del gibbo nasale, il rinofiller all'acido ialuronico e la rinoplastica, sono radicalmente diverse per principio d'azione, invasività, durata del risultato e indicazioni cliniche.
La scelta tra le due non è mai intercambiabile né determinata esclusivamente dalla preferenza del paziente, ma deve essere guidata da una rigorosa valutazione clinica da parte del Chirurgo specialista.
Il rinofiller all'acido ialuronico: quando può essere eseguito per ridurre la gobba del naso?
Il rinofiller è una procedura di Medicina Estetica che utilizza l'acido ialuronico reticolato ad alto peso molecolare per modificare la morfologia percepita del profilo nasale senza alcun intervento chirurgico.
Il principio d'azione è concettualmente controintuitivo: anziché ridurre il gibbo, il rinofiller aumenta il volume di specifiche zone del naso in modo da rendere la convessità dorsale visivamente meno percepibile.
L'acido ialuronico (HA) è un glicosaminoglicano lineare ad alto peso molecolare, componente fisiologico fondamentale della matrice extracellulare dei tessuti connettivi, con la principale proprietà biologica di trattenere una quantità di acqua fino a mille volte il proprio peso molecolare.
Per uso come filler estetico, l'acido ialuronico viene reticolato chimicamente (cross-linking) attraverso l'aggiunta di un agente reticolante, il più comune dei quali è il BDDE (1,4-butandiolo diglicidil etere), che aumenta la coesione, la viscosità e la resistenza alla degradazione enzimatica da parte dell'ialurodinasi tissutale.
Per il rinofiller si preferisce un acido ialuronico ad alto grado di reticolazione e ad alto peso molecolare, con una consistenza reologica elevata che garantisce una maggiore capacità di mantenere il volume e la forma tridimensionale dopo l'iniezione.
La durata media del rinofiller al naso è compresa tra i quattro e i sei mesi in condizioni standard, con una variabilità individuale correlata al tasso di turnover metabolico dell'HA nel paziente specifico.
Dal punto di vista tecnico, il rinofiller prevede l'iniezione di piccole quantità di HA (generalmente tra 0,3 e 0,8 ml di prodotto complessivi) nella zona della radice nasale (radix), nella punta (tip) e, a seconda delle caratteristiche morfologiche del naso, in punti selezionati del dorso.
La procedura è preceduta dall'applicazione topica di una crema anestetica a base di lidocaina e prilocaina per 20-30 minuti.
Il rinofiller è un trattamento temporaneo e parziale, non un'alternativa alla rinoplastica: corregge la percezione visiva del profilo nasale attenuando il gibbo, non lo rimuove strutturalmente.
Un gibbo osseo-cartilagineo di entità marcata non può essere efficacemente mascherato dal rinofiller senza aggiungere quantità di prodotto tali da alterare in modo innaturale le proporzioni nasali.
Il naso di Michelangelo Buonarroti è uno dei casi storicamente più celebri di gibbo nasale di origine post-traumatica documentati.
Durante la sua giovinezza a Firenze, mentre frequentava l'Accademia medicea di Lorenzo il Magnifico nel giardino di San Marco, il giovane Michelangelo era solito trascorrere le giornate a studiare e copiare le sculture antiche della collezione medicea insieme ad altri allievi.
Tra questi vi era Pietro Torrigiani, scultore fiorentino coetaneo, con il quale il rapporto del Buonarroti era notoriamente teso e competitivo.
Un giorno del 1492 circa, durante un litigio, le cui cause esatte le fonti storiche riferiscono in modo non del tutto concorde, ma che sembra riconducibile a una rivalità artistica e a una provocazione di Michelangelo, Torrigiani colpì il collega con un violento pugno sul viso, fratturandogli le ossa nasali in modo grave.
La frattura non fu mai correttamente ridotta: in un'epoca priva di anestesia, di antisepsi e di qualsiasi strumento di riduzione chirurgica delle fratture nasali, il naso si consolidò nella posizione deformata, producendo quel profilo caratteristico (con un gibbo irregolare e asimmetrico e una lieve deviazione dell'asse nasale) che riconosciamo chiaramente nella maschera funebre di Michelangelo, conservata a Casa Buonarroti a Firenze, e in diversi ritratti coevi.
Lo stesso Torrigiani raccontò l'episodio anni dopo, ormai lontano dall'Italia, con evidente compiacenza, come riferisce Giorgio Vasari nelle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori: «Mettendogli io il pugno sul naso, sentii schiacciarsi l'osso e la cartilagine come se fossero stati di pasta».
Torrigiani fu allontanato da Firenze per questo episodio, probabilmente per l'intervento della potente famiglia medicea.
Michelangelo portò i segni di quella frattura per tutta la vita, fino alla morte avvenuta nel 1564 all'età di ottantotto anni.
Dal punto di vista clinico, il caso di Michelangelo è un esempio perfetto di come un trauma nasale non trattato possa determinare un gibbo acquisito irregolare e asimmetrico, morfologicamente molto diverso dal gibbo congenito armonico: esattamente la distinzione che il Chirurgo Plastico valuta ancora oggi durante la visita preoperatoria, per pianificare correttamente l'approccio terapeutico più adeguato.
La rinoplastica per il gibbo nasale: la tecnica chirurgica storica per ridurre permanentemente la 'gobba del naso'
La rinoplastica per la correzione del gibbo nasale è uno degli interventi di Chirurgia Plastica del viso tra i più tecnicalmente complessi, richiedendo al Chirurgo competenza anatomica e manuale, senso estetico-artistico sviluppato e la capacità di pianificare tridimensionalmente e con largo anticipo un risultato che si stabilizzerà pienamente solo a 12-18 mesi dall'atto chirurgico.
La pianificazione preoperatoria prevede, oltre all'obbligatoria visita clinica, una valutazione sistematica delle fotografie del paziente nelle proiezioni standard: frontale, laterale destra e sinistra, a tre quarti destro e sinistro, basale.
L'analisi fotografica sistematica consente di misurare l'angolo naso-frontale (normalmente compreso tra 115° e 135°), l'angolo naso-labiale (90-105° nelle donne, 90-95° negli uomini), la proiezione della punta secondo il metodo di Goode (idealmente 0,55-0,60), la larghezza delle basi alari rispetto alla distanza intercantale e altri parametri specifici.
La tecnica chirurgica di abbassamento del dorso nasale (hump reduction) prevede, dopo lo scollamento dei tessuti molli nasali dal piano osseo-cartilagineo sottostante, la riduzione del gibbo attraverso due fasi distinte:
- La componente cartilaginea (eccesso delle cartilagini laterali superiori e del setto nella keystone area) è resecata con bisturi a lama fredda o con forbici a punta fine, con precisione millimetrica;
- La componente ossea è ridotta con raspatori ossei a granulosità fine (lime nasali) oppure, per riduzioni più marcate, con uno scalpello a osteotomo, lavorando progressivamente a piccoli passaggi
Dopo la riduzione del dorso, il naso presenta un difetto anatomico caratteristico denominato 'open roof' (tetto aperto): un effetto altamente antiestetico, che deve essere contestualmente corretto.
la chiusura dell'open roof richiede dunque l'esecuzione delle osteotomie laterali, fratture controllate delle pareti laterali ossee del naso che permettono di medializzare i monconi ossei laterali e richiudere il tetto osseo sulla nuova linea dorsale.
Nella maggior parte dei casi di gibbo marcato, è quasi sempre necessario intervenire anche sulla punta nasale, correggendone la proiezione, la rotazione e la definizione attraverso tecniche cartilaginee specifiche (sutture di tip refinement, spreader grafts, shield grafts o columellar struts).
La scelta tra tecnica aperta (open rhinoplasty) e tecnica chiusa (closed rhinoplasty) dipende dalla complessità del caso e dalle preferenze del Chirurgo: nella tecnica aperta, un'incisione transcolumelliare consente di visualizzare l'intera struttura osseo-cartilaginea a prezzo di una piccola cicatrice che, in condizioni ideali, diventa quasi impercettibile entro il primo anno post-operatorio.
Il decorso post-operatorio è caratterizzato dall'applicazione di un gessetto protettivo sul dorso per 7-10 giorni e dall'edema periorbitale bilaterale, che raggiunge il suo picco nelle prime 48-72 ore per poi ridursi progressivamente, con una fase di edema residuo della punta che può persistere per qualche mese.
quali sono i Criteri clinici per la scelta tra rinofiller e rinoplastica?
La decisione terapeutica deve essere il risultato di una visita specialistica rigorosa, mai di un'autovalutazione del paziente o di una valutazione fotografica a distanza.
Il rinofiller è indicato nei casi di gibbo di entità lieve o moderata, in pazienti che non desiderano un cambiamento strutturale permanente, che vogliono valutare l'effetto di un profilo nasale più lineare prima di affrontare la Chirurgia, o che non sono candidabili all'anestesia per comorbidità internistiche.
Il rinofiller è controindicato nei gibbi di entità marcata, nei casi in cui sia necessario correggere componenti funzionali (deviazione del setto, ipertrofia dei turbinati), nei casi in cui l'angolo naso-labiale richieda una correzione strutturale della punta, e nei pazienti con aspettative che eccedono le possibilità reali del trattamento (e che dunque potrebbero rimanere scontente dal risultato finale).
La rinoplastica è indicata nei casi di gibbo di entità moderata o marcata in pazienti che desiderano una correzione definitiva e strutturale, nei casi associati a problemi funzionali respiratori, nei casi in cui oltre al gibbo siano presenti altre componenti morfologiche da correggere (asimmetria della punta, deviazione dell'asse nasale, basi alari eccessive, punta cadente o malproiettata).
La rinoplastica è controindicata in pazienti con aspettative irrealistiche, con disturbo dismorfofobico non trattato, in pazienti che non hanno completato la crescita ossea nasale (convenzionalmente fissata a 17-18 anni nei maschi e 16-17 anni nelle femmine) e nei pazienti che non possono sostenere un adeguato decorso post-operatorio.
quando è necessario provvedere anche alla settoplastica?
Il setto nasale è la struttura mediana del naso, composta da un piatto osseo (vomere e lamina perpendicolare dell'etmoide) e da un piatto cartilagineo (cartilagine quadrangolare) che divide le fosse nasali in due cavità laterali.
Una deviazione significativa del setto produce l'ostruzione parziale o totale di una delle due cavità nasali, con conseguente riduzione del flusso aereo sul lato deviante e iperventilazione compensatoria controlaterale.
La deviazione settale è frequentemente associata al gibbo nasale post-traumatico, ma può coesistere anche con il gibbo congenito.
Quando la deviazione è di entità clinicamente rilevante e produce sintomi soggettivi obiettivabili alla rinoscopia anteriore e/o alla rinomanometria, è indicata la settoplastica, cioè la correzione chirurgica della deviazione settale.
La settoplastica può essere eseguita come intervento isolato o può essere associata alla rinoplastica in un unico atto chirurgico, configurando la rino-settoplastica.
Quando la settoplastica è indicata per ragioni funzionali documentate, la sua componente correttiva può rientrare, in determinate condizioni, nelle prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale, mentre la componente estetica della rinoplastica rimane a carico del paziente.
L'acido ialuronico è una delle molecole biologiche più antiche e conservate evolutivamente che esistano: è presente in forma sostanzialmente identica in tutti i vertebrati, dagli squali agli esseri umani, e la sua struttura chimica di base non si è modificata in centinaia di milioni di anni di evoluzione, segno che svolge funzioni biologiche talmente fondamentali da non tollerare variazioni strutturali significative.
Fu isolato per la prima volta nel 1934 dai biochimici Karl Meyer e John Palmer presso la Columbia University di New York, a partire dall'umor vitreo dell'occhio bovino: il nome deriva proprio da questa origine, combinando il termine greco hyalos (vetro, con riferimento alla trasparenza del vitreo) con il termine uronique, riferito all'acido uronico che ne è componente strutturale.
Nel corpo umano adulto sono presenti circa 15 grammi di acido ialuronico, distribuiti prevalentemente nel derma cutaneo, nel liquido sinoviale delle articolazioni, nel tessuto connettivo periarticolare e nell'umore vitreo dell'occhio.
La sua proprietà biologica più straordinaria è la capacità di legare e trattenere una quantità di acqua fino a mille volte il proprio peso molecolare, attraverso l'interazione con i proteoglicani della matrice extracellulare: è questa proprietà che rende il derma giovane turgido e idratato, e la sua progressiva riduzione con l'età spiega in larga misura l'aspetto rugoso e disidratato della cute invecchiata.
Per uso come filler estetico, l'acido ialuronico non viene utilizzato nella sua forma nativa (che verrebbe degradata dall'organismo nel giro di poche ore) ma in una forma chimicamente reticolata attraverso l'aggiunta di un agente reticolante, il più comune dei quali è il BDDE (1,4-butandiolo diglicidil etere), che crea legami covalenti tra le catene polimeriche aumentandone la coesione, la viscosità e la resistenza alla degradazione enzimatica.
È questa reticolazione che consente al prodotto di mantenersi nei tessuti per mesi anziché per ore.
Il profilo di sicurezza immunologica dell'acido ialuronico reticolato è estremamente favorevole: poiché la molecola è strutturalmente identica a quella prodotta dall'organismo, il sistema immunitario non la riconosce come corpo estraneo e le reazioni allergiche sono statisticamente rarissime nella letteratura medica mondiale.
Quando il prodotto ha esaurito la sua durata, viene degradato dall'enzima ialuronidasi (lo stesso prodotto fisiologicamente dall'organismo per il normale turnover dell'acido ialuronico endogeno) e smaltito completamente senza lasciare residui nei tessuti.
Questa stessa ialuronidasi, disponibile in formulazione farmaceutica iniettabile, è l'antidoto utilizzato dal Medico esperto per dissolvere rapidamente il filler in caso di complicanze vascolari, rendendo il rinofiller all'acido ialuronico uno dei pochissimi trattamenti medico-estetici dotati di una procedura di reversibilità d'emergenza efficace e rapida.
Considerazioni sulla sicurezza e sulla scelta del professionista giusto per correggere il gibbo nasale
In Italia, i trattamenti medico-estetici come il rinofiller possono essere legalmente praticati da qualsiasi laureato in Medicina e Chirurgia regolarmente abilitato, indipendentemente dalla specializzazione o dall'esperienza acquisita, creando un livello molto eterogeneo di competenza nel mercato.
Per il trattamento del gibbo nasale, sia con rinofiller che con rinoplastica, il riferimento clinicamente ottimale è il Chirurgo Plastico, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, il cui percorso formativo include la Chirurgia nasale e la Chirurgia estetica del viso.
Per il rinofiller specificamente, si raccomanda al paziente di verificare che il Medico disponga di ialuronidasi per il trattamento d'emergenza delle complicanze vascolari, conosca le tecniche di iniezione a basso rischio (uso di cannula nelle zone ad alto rischio, iniezione in micro-aliquote con ago lento, aspirazione preventiva) e operi in un contesto clinico adeguatamente attrezzato.
Il basso costo del trattamento non deve mai essere il criterio di scelta in un distretto anatomicamente così delicato: il mercato attuale della Chirurgia Estetica, estremamente competitivo, spesso induce il paziente a preferire la struttura o il Chirurgo che applica i prezzi percepiti migliori, ma questa scelta si rivela spesso incauta.
Il principio di "Your Money, Your Life" ("Il tuo denaro, la tua vita") è uno dei capisaldi della Chirurgia moderna, e questo obbliga a considerare il prezzo finale del trattamento come una delle variabili, ma non l'unica variabile assoluta: esperienza del Chirurgo, accoglienza nel suo studio (da parte sua e da parte del suo staff), tempestività nelle risposte, cura del pre-chirurgico, adeguatezza del team operatorio e, soprattutto, supporto e controlli regolari nel post-chirurgico sono elementi di fondamentale importanza nella valutazione del professionista che dovrà, giocoforza, cambiare permanentemente il nostro aspetto estetico.
FAQ (domande frequenti)
Nella grande maggioranza dei casi, il gibbo è una variante anatomica congenita, determinata dalla morfologia osseo-cartilaginea individuale e dall'espressione fenotipica del patrimonio genetico del soggetto: non è una malformazione né una patologia in senso stretto.
Più raramente, il gibbo è acquisito in seguito a trauma nasale: una frattura non ridotta correttamente può determinare la consolidazione in posizione anomala con formazione di un callo osseo che crea o accentua la convessità dorsale. In questi casi il profilo è spesso asimmetrico e talora associato a deviazione del setto nasale.
È pressoché assente nelle popolazioni di origine est-asiatica (cinesi, giapponesi, coreani), che presentano invece un dorso nasale tipicamente piatto o lievemente concavo: la richiesta estetica più comune in queste etnie è pertanto l'aumento del profilo dorsale, non la sua riduzione.
Questa variabilità riflette probabilmente pressioni selettive evolutive correlate al clima: nelle regioni con aria fredda e secca, un naso prominente garantisce una più efficace umidificazione e riscaldamento dell'aria inspirata, con vantaggio adattativo.
In base all'entità della convessità: lieve (sporgenza millimetrica, rilevabile soprattutto in proiezione laterale), moderato (convessità chiaramente visibile in tutte le proiezioni, altera significativamente la percezione del profilo) e marcato (il cosiddetto 'naso aquilino', con convessità molto accentuata, spesso associata a punta cadente e angolo naso-labiale ridotto).
Un gibbo di entità moderata o marcata, valutato in proiezione laterale, produce un profilo dorsale convesso che spezza la continuità visiva della linea frontale-nasale-labiale, rendendo i lineamenti più angolosi e percepiti come più 'duri'.
La valutazione clinica estetica deve sempre analizzare il viso come sistema di proporzioni, considerando angolo naso-frontale, angolo naso-labiale, proiezione e rotazione della punta e larghezza delle basi alari.
Il principio d'azione è controintuitivo: anziché ridurre il gibbo, il rinofiller aumenta il volume di zone strategiche del naso (radice, punta e punti selezionati del dorso) in modo da rendere la convessità dorsale visivamente meno percepibile.
È fondamentale chiarire che il rinofiller è un trattamento temporaneo e parziale, non un'alternativa alla rinoplastica: corregge la percezione visiva del profilo nasale attenuando il gibbo, ma non lo rimuove strutturalmente. La durata media è compresa tra 4 e 6 mesi.
È invece controindicato nei gibbi di entità marcata, nei casi in cui sia necessario correggere componenti funzionali (deviazione del setto, ipertrofia dei turbinati), quando l'angolo naso-labiale richieda una correzione strutturale della punta, e nei pazienti con aspettative che eccedono le reali possibilità del trattamento.
Un gibbo osseo-cartilagineo marcato non può essere efficacemente mascherato dal rinofiller senza aggiungere quantità di prodotto tali da alterare in modo innaturale le proporzioni nasali.
Nella maggior parte dei gibbi marcati è necessario intervenire anche sulla punta nasale, correggendone proiezione e rotazione con tecniche specifiche come spreader grafts, shield grafts o columellar struts.
L'edema periorbitale bilaterale è fisiologico e raggiunge il suo picco nelle prime 48-72 ore, per poi ridursi progressivamente nel corso delle settimane successive.
Un lieve gonfiore residuo della punta può persistere per qualche mese, poiché i tessuti della punta nasale sono i più lenti a riassorbire l'edema post-chirurgico.
Il risultato definitivo si stabilizza a 12-18 mesi dall'intervento: è importante che il paziente comprenda e accetti questa tempistica prima di procedere con l'intervento, per gestire correttamente le aspettative nel periodo post-operatorio.
Qui trovi il tuo studio di Chirurgia Plastica e Medicina Estetica a milano
Trova il tuo Chirurgo Plastico di riferimento, assieme al tuo nuovo trattamento medico-estetico, presso lo studio Salus Mea in Via Padova 95 (quartiere Nolo - Nord di Loreto).
Nello studio, modernamente attrezzato, puoi eseguire visite di Chirurgia Plastica e Medicina estetica, nonché trattamenti medico-estetici ambulatoriali, come:
- Filler all'acido ialuronico;
- Tossina botulinica;
- Ultrasuoni HiFu;
- Radiofrequenza Medica;
- Cavitazione Medica;
- Elettroporazione Medica;
- Biorivitalizzazione profonda del viso
- Biorigenerazione ai polinucleotidi
- Lifting non chirurgico con l'utilizzo dello Sculptra
lo studio Salus Mea è specializzato nei problemi angiologici più comuni e sentiti, come:
grazie alla grande esperienza dei Chirurghi Ricostruttivi che operano e collaborano con lo studio, possiamo offrire anche l'eccellenza per quanto riguarda la Chirurgia Plastica Genitale, per risolvere problemi di:
nello studio, i Medici collaboratori effettuano anche piccoli interventi chirurgici ambulatoriali mini-invasivi, come:
- Blefaroplastica, cantoplastica e cantopessi;
- Bichectomia;
- Riduzione definitiva del doppio mento;
- Rimozione chirurgica di nevi e melanomi;
- Liposcultura e body-shaping;
- Rimozione delle cisti sebacee;
- Ricostruzione del lobo bifido
lo studio Salus Mea è nel cuore del quartiere Nolo (Nord di Loreto) di Milano, ed è comodamente raggiungibile con la metro MM1 linea rossa o MM2 linea verde, fermata Loreto in abbinamento al bus linea 56, fermata Via Esterle.
se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio non è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il pass per entrare liberamente con la tua macchina.
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale o Porta Garibaldi, prendere la linea MM2 (Linea Verde), e scendere alla fermata Loreto, per poi prendere la linea 56 per cinque fermate e scendere alla fermata Via Esterle: lo studio si trova proprio di fronte alla fermata.
Tutti gli articoli sanitari presenti in questo sito sono stati scritti da Medici o informatori sanitari.
Le informazioni sanitarie sono date
secondo i principi di scienza e coscienza, senza ausilio di algoritmi generativi.
Tutti gli articoli sanitari sono materiale originale ed attendibile, ma non sono intesi per sostituire una visita medica specialistica.
Nessun articolo è stato scritto, anche parzialmente, da un'intelligenza artificiale generativa.
Tutti i disegni anatomici e le tavole mediche presenti nel sito sono stati realizzati da artisti scientifici, in possesso di Diploma Accademico rilasciato da un istituto AFAM e che hanno regolarmente superato gli esami universitari dei corsi obbligatori di Anatomia Artistica.
Nessuna tavola anatomica o disegno illustrativo presente nel sito è stato realizzato da un software di intelligenza artificiale generativa.
Le tavole anatomiche di questo sito sono quindi materiale artistico-scientifico verificato e attendibile, sempre approvato da un Medico regolarmente abilitato alla professione.
Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. AMO!
Il Dr. AMO (che sta per Assistente Medico Odontoiatrico) è il software di AI integrato in questo sito.
È stato programmato da Medici, tecnici informatici e informatori sanitari con l'obiettivo di aiutarti a trovare le informazioni sanitarie che stai cercando, in maniera rapida e veloce.
Il Dr. AMO ti può fornire aiuto e supporto in ogni momento, e può aiutarti a trovare rapidamente le risposte alle tue domande, nonché può aiutarti a prenotare una visita con lo studio.
Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere la tua vita e la tua salute.
Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. AMO, cliccando sul pulsante che trovi al lato di ogni pagina del sito.
Quindi ricorda che...
- Il gibbo nasale è una convessità del profilo dorsale del naso: può essere congenito (variante anatomica del tutto normale) o acquisito in seguito a trauma, e nella grande maggioranza dei casi non comporta alcun problema funzionale alla respirazione;
- Il gibbo è composto da una componente ossea (ossi nasali propri) e da una componente cartilaginea (cartilagini laterali superiori e setto nella keystone area): la prevalenza dell'una o dell'altra componente orienta il Chirurgo nella scelta della tecnica più adatta;
- In base all'entità, il gibbo si classifica come lieve, moderato o marcato: questa distinzione è fondamentale perché determina quali trattamenti sono realisticamente indicati e quali risultati è ragionevole attendersi;
- Le due opzioni terapeutiche disponibili sono il rinofiller all'acido ialuronico (trattamento ambulatoriale, temporaneo, non chirurgico) e la rinoplastica (intervento chirurgico definitivo): la scelta non è mai intercambiabile, ma va guidata da una valutazione clinica specialistica;
- Il rinofiller non rimuove il gibbo, ma lo rende visivamente meno percepibile aumentando il volume di zone strategiche del naso (radice e punta): è indicato nei gibbi lievi o moderati e in chi desidera un risultato temporaneo senza chirurgia;
- La durata del rinofiller al naso è mediamente di 4-6 mesi, con variabilità individuale; si utilizzano quantità ridotte di prodotto (0,3-0,8 ml) e la procedura è preceduta dall'applicazione di una crema anestetica topica;
- Il rinofiller è controindicato nei gibbi marcati, nei casi con problemi funzionali respiratori, quando è necessaria una correzione strutturale della punta, e nei pazienti con aspettative che superano le reali possibilità del trattamento;
- La rinoplastica prevede la riduzione chirurgica del gibbo attraverso la rimozione della componente cartilaginea con bisturi e di quella ossea con raspa o osteotomo, seguita dalle osteotomie laterali per richiudere il tetto osseo sul nuovo profilo dorsale;
- Nella maggior parte dei gibbi marcati è necessario intervenire anche sulla punta nasale, correggendone proiezione e rotazione con tecniche specifiche come spreader grafts, shield grafts o columellar struts: il Chirurgo valuterà caso per caso;
- Dopo la rinoplastica si applica un gessetto protettivo per 7-10 giorni; l'edema periorbitale è normale nelle prime 48-72 ore e si riduce progressivamente, mentre un lieve gonfiore della punta può persistere per qualche mese: il risultato definitivo si stabilizza a 12-18 mesi dall'intervento;
- Quando il gibbo è associato a una deviazione del setto nasale con ostruzione respiratoria documentata, può essere indicata la rino-settoplastica: la componente funzionale può rientrare, in determinate condizioni, nelle prestazioni a carico del SSN;
- La rinoplastica è controindicata in pazienti con aspettative irrealistiche, con disturbo dismorfofobico non trattato, in chi non ha completato la crescita ossea (17-18 anni nei maschi, 16-17 nelle femmine) e in chi non può sostenere un adeguato recupero post-operatorio;
- Per il rinofiller, verifica sempre che il Medico disponga di ialuronidasi per la gestione delle complicanze vascolari, utilizzi tecniche a basso rischio (cannula, micro-aliquote, aspirazione preventiva) e operi in un contesto clinico adeguatamente attrezzato;
- Il riferimento clinicamente ottimale per la correzione del gibbo — sia con rinofiller che con rinoplastica — è il Chirurgo Plastico Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, la cui formazione include specificamente la chirurgia nasale e quella estetica del viso;
- Il prezzo non deve mai essere il criterio esclusivo di scelta: esperienza del Chirurgo, qualità del percorso pre e post-operatorio, tempestività nelle risposte e adeguatezza del team operatorio sono elementi di importanza fondamentale quanto il costo del trattamento

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:
giovedì 4 settembre, 2025
Lo Studio Medico Salus Mea è uno studio professionale medico gestito dalla Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare e Medico Estetico, con oltre trent'anni di esercizio dell'arte medica.
Lo studio si è perfezionato nella Chirurgia Ricostruttiva ed Estetica, nonché nella Senologia, sperimentando nuovi protocolli ricostruttivi per le pazienti oncologiche, che necessitavano di ricostruzione del seno menomato da un necessario intervento di rimozione tumorale.
L'obiettivo dei Chirurghi dello studio è, da sempre, garantire alle pazienti il minor disagio e fastidio possibile nel post-operatorio, e per questo l'attività clinica si è particolarmente perfezionata nella Chirurgia mini-invasiva, che garantisce eccellenti risultati a fronte di un tempo di recupero veramente contenuto.
La Dott.ssa Luisella Troyer è inoltre uno dei primi Medici italiani ad aver riconosciuto l'esistenza del lipedema, la grave patologia genetica che affligge molte donne, adolescenti ed adulte.
I Chirurghi Plastici dello studio sono quindi esperti nella diagnosi e nella terapia chirurgica del lipedema, e nella Liposuzione a Zone Selettive: un tipo di liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery) particolarmente indicato per asportare grandi quantità di grasso patologico, pur garantendo alla paziente la sicurezza dell'intervento e un tempo di recupero ridotto.
Lo studio è anche specializzato nella Chirurgia Ricostruttiva Genitale, ed è tra i pochi studi in Italia a trattare chirurgicamente gravi malformazioni del pene, come ad esempio l'incurvamento congenito, l'incurvamento dovuto alla malattia di La Peyronie e anche le gravi condizioni di disfunzione erettile non ricettiva della terapia farmacologica, per le quali è possibile ancora trovare una soluzione chirurgica grazie al posizionamento della protesi peniena.
Quotidianamente, nell'ambulatorio di Milano in Via Padova 95, i Chirurghi Plastici dello studio Salus Mea eseguono piccoli interventi chirurgici di asportazione delle cisti (sebacee e tendinee), nonché di eradicazione dei tumori della pelle (basaliomi, spinaliomi e melanomi).
Lasciaci i tuoi dati e ti richiameremo in 10 minuti!*
Lasciaci i tuoi dati e ti richiameremo in 10 minuti!*









