Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano
Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano | Studio Medico Salus Mea

Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano

I trattamenti medici per il lipedema

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Chirurgo Plastico in Centro a Milano

il lipedema è una patologia che colpisce esclusivamente il sesso femminile e, specie in Italia, ancora quasi del tutto sconosciuta, sia dalle paziente che, spesso, dal personale sanitario.

la sofferenza, fisica ma spesso anche psicologica, che questa particolare patologia causa alla paziente è sovente ignorata, quando non spesso addirittura minimizzata, purtroppo anche da molto personale medico.

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eppure, nella sola Italia, migliaia di donne ogni anno vengono sottoposte ad una diagnosi di lipedema, e cominciano un lungo percorso, spesso ad ostacoli, per tentare di migliorare la loro condizione.

leggi questa pagina per scoprire cosa s’intende, in Medicina, per lipedema, e quello che può essere fatto, a livello medico, per trattare la patologia.

Che cos’è il lipedema?

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il lipedema (dal greco lípos, grasso, e oídima, gonfiore) è una patologia del pannicolo adiposo femminile, che si manifesta come un accumulo abnorme di grasso localizzato in specifici punti ben precisi del corpo.

i termini “abnorme” e “localizzato” sono aggettivi chiave per capire cos’è esattamente il lipedema.

difatti, al contrario di altre patologie come l’obesità, il lipedema non affligge mai tutto il corpo in maniera grossomodo uniforme, ma si localizza solo in specifici punti, che sono:

  • Glutei e zona trocanterica;
  • Cosce;
  • Gambe;
  • Braccia

tutte le altre parti del corpo non sono sensibili alla patologia, e quindi non vengono mai coinvolte.

il dimorfismo del grasso causato dal lipedema è sempre bilaterale, anche se il volume del pannicolo adiposo può non essere sempre perfettamente simmetrico.

Qual’è l’origine del lipedema?

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l’eziologia della patologia non è ancora certa al 100%, ma è ormai accettato dalla comunità medica che possa essere causato da un comando genetico.

la selettività del sesso, una certa coerenza con la familiarità spesso riferita dalla paziente (non è raro che madre, zie, sorelle o nonne abbiano la stessa conformazione fisica) e l’effettiva insensibilità della patologia a regredire con le comuni terapie dietetiche fanno supporre, con ragionevole certezza, della predisposizione genetica.

tuttavia, è certo che la patologia non si manifesta mai prima dell’inizio dell’attività sessuale della giovinetta.

questo coincide ovviamente con l’inizio della massiccia attività ormonale della donna, quindi è ragionevole supporre che il comando genetico sia comunque ‘attivato’ dall’aumento di produzione degli ormoni estrogeni femminili, con il progesterone come candidato principale.

la ricerca scientifica è comunque ancora in atto per convalidare o meno la tesi dell’ereditarietà, ma al momento essa sembra l’unica plausibile e convincente per spiegare l’eziologia del lipedema.

Come si manifesta il lipedema?

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grave lipedema di iii stadio, v livello di gravità

il lipedema si manifesta nella donna predisposta, quasi sempre dall’età adolescenziale in poi, cioè durante o dopo la maturazione sessuale della ragazza.

nella maggioranza dei casi, l’inizio della patologia avviene quindi già in fase adolescenziale, ma non sono comunque rare le pazienti che manifestano i sintomi anche in età adulta, specie dopo uno shock o comunque un evento traumatico ormonale, come: un parto, una cura ormonale, una cura per l’infertilità, una menopausa precoce, ecc.

la malattia si manifesta con sintomi che, a volte, sono scambiati per semplice obesità o sovrappeso, complicando dunque la diagnosi e l’indirizzo terapeutico della paziente.

i sintomi sono:

  • Un aumento del pannicolo adiposo, cioè il grasso, localizzato esclusivamente su parti del corpo ben precise (glutei, cosce, gambe e braccia);
  • Eventuale dolore al tatto e alla palpazione della zona dismorfica (non sempre presente, di gravità variabile dal blando al molto forte);
  • Comparsa di teleangectasie, capillari e lividi spontanei, di cui la paziente non ricorda l’esatta origine;
  • Pesantezza e affaticamento delle gambe, specie se il volume adiposo è di grande entità;
  • Se l’accumulo adiposo localizzato agli arti inferiori è di grave entità, stasi linfatica e sviluppo di un linfedema

il dimorfismo del lipedema è spesso piuttosto evidente nella paziente normoconformata: la parte superiore del corpo, difatti, rimane sempre asciutta e magra, così come mani e piedi, mentre glutei, cosce e gambe (a volte, anche la zona delle braccia) aumenta a dismisura di volume, dando l’impressione che, in effetti, la figura sia formata quasi da due corpi, superiore ed inferiore, molto diversi tra di loro.

ecco perché, spesso, in ambito gergale il lipedema è chiamato ‘la malattia dei due corpi’, e questo epiteto rende bene l’idea di ciò che, in effetti, è.

a corollario dei sintomi fisici, non vanno comunque sottovalutati i risvolti psicologici della patologia.

difatti la paziente, specie se molto giovane, sovente soffre terribilmente del suo aspetto, vedendosi differente dalle proprie coetanee e semplicemente ‘grassa’, innescando spesso un vortice depressivo che, non di rado e se non trattato con l’opportuna psicoterapia, può scoppiare in patologie come anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari, nonché comportamentali.

Il lipedema è una patologia imprevedibile nella sua manifestazione sintomatica.

Non è al momento disponibile un test genetico per stabilire se e con quale tipologia la paziente svilupperà il lipedema, quindi la sua comparsa è imprevedibile, ma solitamente coincide con la pubertà o subito poco dopo di essa.

Come si diagnostica il lipedema?

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il lipedema viene diagnosticato esclusivamente da un Medico, durante una visita specialistica.

allo stato attuale della ricerca, non ci sono specifici esami per diagnosticare il lipedema, e quindi la sua diagnosi è prettamente clinica.

il Medico esperto, tramite opportune manovre manuali, riesce a stabilire la presenza del pannicolo dismorfico del lipedema, isolandolo quindi dal comune grasso sottocutaneo, normalmente presente nel corpo umano.

il tessuto del lipedema, difatti, si presenta al tatto quasi fibrotico, di consistenza spesso riportata come nodulare, molto differente dal normale grasso non patologico.

eventualmente, il Medico può avvalersi dell’esame ecografico per valutare soprattutto lo spessore effettivo del pannicolo adiposo.

un’informazione molto utile, anzi spesso indispensabile, per valutare l’indirizzo terapeutico per la paziente, medico o chirurgico.

Ci sono diversi tipi di lipedema?

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sì, il lipedema è una patologia che, sebbene con caratteristiche comuni, può manifestarsi in differenti tipologie, classificate essenzialmente dall’esatta zona in cui aggredisce la paziente.

al momento sono dunque conosciuti cinque tipi di lipedema, che sono:

• Lipedema di I tipo (culotte de cheval)

L’accumulo del grasso si manifesta esclusivamente su cosce e glutei, risparmiando le cosce;

• Lipedema di II tipo (lipedema della coscia)

L’accumulo del grasso si estende, dai glutei, anche sulle cosce, fino al ginocchio;

• Lipedema di III tipo (lipedema dell’arto inferiore)

L’accumulo del grasso affligge glutei, cosce e gambe, risparmiando però i piedi;

• Lipedema di IV tipo

L’accumulo di grasso colpisce la zona brachiale, quindi le braccia;

• Lipedema di V tipo

L’accumulo di grasso si localizza esclusivamente sulle gambe, quindi dal calcagno alla zona del poplite

Anche in questo caso, l’esatta ubicazione del lipedema è decisa molto probabilmente per via genetica.

va sottolineato che la tipologia del lipedema non cambia col tempo: il suo volume totale può cambiare (aumentandone la gravità) ma, almeno nei casi sinora noti, non cambia di tipologia.

Il lipedema può essere classificato per gravità?

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sì, esistono cinque classi di gravità del lipedema, basate sul volume totale del pannicolo adiposo dismorfico.

tali classi sono:

Lipedema lieve (I grado)

Accumulo adiposo solo lievemente accentuato, molto simile alla naturale conformazione ginoide;

Lipedema evidente (II grado)

Accumulo adiposo ben visibile, differente dalla comune ‘cellulite’ (nome improprio dell’adiposità localizzata femminile), che comincia a risultare noduloso al tatto;

Lipedema manifesto (III grado)

Accumulo adiposo totalmente dismorfico, quasi sempre sproporzionato rispetto al resto del corpo.

Possono comparire lividi spontanei, capillari e teleangectasie in evidenza sulla pelle, e può essere presente dolore al tatto e alla palpazione;

Lipedema avanzato (IV grado)

Accumulo adiposo severo e dismorfico, quasi sempre costellato da lividi spontanei continui, diffuse teleagectasie e pesantezza e senso di perenne gonfiore alle gambe;

Lipedema grave (V grado)

Accumulo adiposo con volume abnorme e dismorfico, talmente sproporzionato che la paziente, spesso, ha difficoltà a camminare e a praticare qualsiasi attività fisica che non sia il nuoto.

La circolazione linfatica, compressa dall’abnorme adipe, risulta spesso rallentata, e questo aumenta il gonfiore e la pesantezza per la paziente;

Linfo-lipedema

Complicanza estrema del V stadio, dove i vasi linfatici vengono ostruiti dalla costante pressione del pannicolo adiposo di volume abnorme.

Si manifesta quindi un linfedema secondario, chiamato lipo-linfedema, con ristagno di linfa, gonfiore, durezza dell’arto (per via del coagulo della linfa non drenata) e, in casi gravi, la comparsa di ulcere linfatiche e gemizio di linfa

la patologia del lipedema, o meglio il suo grado di severità e la sua evoluzione, non sono ben prevedibili.

la paziente, anche a seconda della sua dieta, delle sue attività motorie e dell’eventuale ricorso ai trattamenti medici o chirurgici, può rimanere costante e tutto sommato stabile per molto tempo, oppure può degenerare ed aumentare di gravità.

Secondo i buoni principi della Medicina, nonché per comprensibili motivazioni etiche e deontologiche, il Medico coscenzioso evita sempre di favorire false aspettative al paziente, per qualsiasi tipo di terapia.

Se questo è valido per ogni condizione patologica, è un obbligo da seguire anche e soprattutto per le patologie croniche, come per l'appunto è il lipedema.

Al momento, non esistono cure risolutive per il lipedema, e di questo il Medico deve obbligatoriamente darne notizia alla paziente.

Anche i trattamenti avanzati, come la liposuzione LRS, sono trattamenti sintomatici: possono alleviare o, nei casi migliori, minimizzare la sintomatologia, ma non possono risolvere la causa del dismorfismo adiposo del lipedema, che è genetica.

I trattamenti medici distruttivi, basati su energia fisica (ultrasioni di cavitazione, termolipolisi, ecc.) sono efficaci, ma hanno precisi limiti d'utilizzo, e sono del tutto inadatti per stadi gravi del lipedema, quando il pannicolo adiposo ha uno spessore troppo elevato per ottenere risultati apprezzabili.

Massaggi drenanti e bendaggi, purtroppo spesso proposti come terapia per il lipedema, hanno solo valenza effimera e palliativa, ma non sono in grado di ridurre l'iper-accumulo adiposo.

ecco dunque che la comunicazione medico-paziente, sempre fondamentale per qualsiasi tipo di approccio medico, nel caso del lipedema diventa un passo fondamentale prima ancora di stabilire qualsiasi percorso terapeutico.

Quali sono le cure per il lipedema?

il lipedema, da presumibile patologia genetica quale dovrebbe essere, non è al momento una malattia curabile in senso medico.

questo vuol dire che la Medicina, allo stato attuale della ricerca, non ha una terapia specifica per la risoluzione totale della patologia.

l’approccio dunque possibile è quello sintomatico, quasi sempre multidisciplinare, atto a risolvere, o perlomeno attenuare, i sintomi più invalidanti per la paziente.

la dieta e l’attività fisica, le ‘armi’ principali usati dalla scienza della nutrizione per combattere obesità e sovrappeso, contro il lipedema si dimostrano scarsamente efficaci.

questo perché il meccanismo della chetosi, cioè quel processo del metabolismo che consente di prendere energia dai trigliceridi degli adipociti, trasformandoli poi in glucosio (nelle situazioni di emergenza energetica), nelle cellule di grasso del lipedema funziona male, al punto tale da definirle sostanzialmente insensibili.

datosi che, al momento, non è possibile intervenire per curare la causa principale del lipedema (cioè il quasi certo comando genetico), e data anche la difficoltà del pannicolo adiposo dismorfico a recedere con dieta o attività fisica, le uniche terapie possibili sono di distruzione degli adipociti responsabili della sintomatologia della patologia.

questo può essere fatto in due modi: mediante un intervento chirurgico di aspirazione delle cellule di grasso localizzato (liposuzione) oppure mediante un trattamento ablativo ad ultrasuoni, che sfrutta l’effetto della cavitazione fisica.

altri trattamenti, quali massaggi, bendaggi, prodotti topici di vario genere, pressoterapia e linfodrenaggio sono essenzialmente inutili ai fini della sintomatologia del lipedema.

la liposuzione per il lipedema, un tipo di liposuzione particolare non estetica (chiamata liposuzione LRS, Lipedema Reduction Surgery) è indicata nei casi severi della patologia, indicativamente dal III stadio di gravità in su, in quanto unica terapia adatta ad asportare svariati litri di grasso in una singola seduta.

per i casi di grado basso del lipedema, alternativamente alla liposuzione può essere preso in considerazione, ovviamente dopo avvallo medico, l’utilizzo degli ultrasuoni di cavitazione.

Cos’è la Cavitazione Medica?

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la Cavitazione Medica è un trattamento medico ad ultrasuoni, basato sull’effetto fisico della cavitazione.

la cavitazione è un fenomeno per cui un liquido, se eccitato energeticamente, vaporizza all’istante, creando delle microbolle (le microbolle di cavitazione) che, a contatto con materiale solido, implodono rilasciando energia, danneggiandolo.

questo fenomeno fisico può essere dunque usato in Medicina, sfruttando il liquido interstiziale presente naturalmente nei nostri tessuti come veicolo di formazione delle microbolle di cavitazione.

un manipolo ad ultrasuoni eccita il liquido interstiziale e gli fornisce energia, e a sua volta tale liquido evapora formano le microbolle di cavitazione che, a contatto con le pareti degli adipociti (cellule di grasso solide), provocano lisi cellulare e, di conseguenza, la loro disgregazione.

i residui delle cellule distrutte, diventati poltiglia, possono poi essere riassorbiti dal sistema linfatico, portati nel circolo venoso per poi essere metabolizzati dal fegato ed espulsi con l’attività renale.

la Cavitazione Medica deve utilizzare una frequenza particolare per essere definita per l’appunto ‘medica’: deve infatti operare ad una frequenza inferiore ai 40 Khz, e il macchinario utilizzato deve poter permettere la regolazione dei duty cicle (cioè la percentuale di ripetizione degli ultrasuoni al secondo) nonché la potenza degli ultrasuoni stessi.

frequenze d’utilizzo superiori ai 40 Khz (ad esempio, quelle estetiche a 1000-2000 Khz) non possono essere definite ‘mediche’, e hanno una profondità di penetrazione troppo esigua per avere effetti medicali sul pannicolo adiposo del lipedema.

la Cavitazione Medica è un trattamento molto efficace ma, come tutti i trattamenti medici e non chirurgici, ha dei limiti precisi di utilizzo.

difatti, gli ultrasuoni riescono a penetrare per circa 1-1,5cm (raramente superano i 2cm), misura oltre la quale divengono inefficaci ed incapaci di eccitare adeguatamente il liquido interstiziale.

ne consegue che, in presenza di pannicoli adiposi importanti (come ad esempio quelli del lipedema di stadio avanzato, dal III in su) la Cavitazione Medica ha un campo d’applicazione ridotto e non soddisfacente, e viene dunque sostituita dalla liposuzione, capace invece di arrivare molto più in profondità.

su situazioni di lipedema di grado lieve, indicativamente sino al II stadio di gravità, il trattamento invece da solitamente ottimi risultati, e può essere una valida alternativa alla Chirurgia (che, a volte, non è difatti indicata).

La termolipolisi tramite ultrasuoni HiFu

la tecnologia HiFu (acronimo di Hight-Focused Ultrasound) è un trattamento ad energia agli ultrasuoni, differente però da quelli utilizzati per la Cavitazione Medica.

nell’HiFu, difatti, il fascio di ultrasuoni emesso dal manipolo non è radiale, bensì focalizzato.

questo vuol dire che, in un punto esatto (in realtà, più punti suddivisi in un reticolo di linee) gli ultrasuoni rilasciano molta energia, che può essere utilizzata per svariati scopi medici.

ad esempio, può essere effettuata una termoablazione non chirurgica del collagene nella zona SMAS (la zona sovramuscolare), stimolando quindi la sua rigenerazione in profondità, oppure può essere effettuata una termolipolisi, cioè un’ablazione termica degli adipociti, di fatto sciogliendoli.

datosi che un manipulo di HiFu, benché regolabile dall’operatore, rilascia comunque molta energia in un dato punto e in un breve lasso di tempo, le sedute devono essere ripartite in un certo periodo.

questo, per evitare danni ai tessuti sani.

solitamente, occorrono 4-5 sedute di HiFu per ottenere dei risultati apprezzabili, ed ogni seduta è effettuata non prima di 20 giorni dall’ultima.

occorrono difatti circa 20 giorni affinché i fibroblasti, cioè le cellule del tessuto connettivo deputate alla produzione di collagene, producano la nuova proteina ‘fresca’.

anche in questo caso, il trattamento di HiFu è indicato nei casi lievi di lipedema: la sua capacità di penetrazione è molto elevata (più della Cavitazione Medica), ma ha dei limiti di utilizzo.

solitamente, l’HiFu viene utilizzato come complemento del trattamento di Cavitazione Medica, sia per il suo effetto termolipolitico che per la sua capacità di stimolare il collagene in profondità, e quindi avere un affetto per così dire ‘tensore’ della cute.

Il trattamento agli ultrasuoni HiFu è stato sviluppato originariamente come cura oncologica, ma si è ben presto visto che i suoi effetti erano molto più efficaci nella Medicina Estetica.

Sebbene lo scopo principale dell'HiFu sia l'ablazione profonda del vecchio collagene, l'evidenza sperimentale ha appurato che esso è anche utile contro il lipedema, poiché in grado di effettuare una termolipolisi delle cellule di grasso.

Ovviamente, tale ablazione termica non può sostituire la cannula della liposuzione, quindi non è indicata per i casi gravi di lipedema, ma può risultare molto utile per gli stadi lievi, magari a complemento della Cavitazione Medica.

La mesoterapia alla fosfatidilcolina

la fosfatidilcolina è una lisina della soia, naturalmente contenuta (in piccole dosi) nel legume stesso e anche in altri alimenti, come ad esempio il fegato.

se pura, si presenta come un composto liquido piuttosto oleoso, dal colore giallo paglierino molto chiaro, stabile a temperatura inferiore ai 25° C circa.

questa molecola ha una proprietà peculiare: è un potente lipolitico, cioè un composto capace, chimicamente, di provocare una lisi cellulare degli adipociti, di fatto rompendone la membrana cellulare e riducendoli quindi in poltiglia.

se usata localmente, quindi iniettata direttamente nel mesoderma, ha l’effetto di ‘sciogliere’ il grasso, anche quello del lipedema, permettendo quindi al sistema linfatico di assorbirne gli scarti.

la fosfatidilcolina ha però un grande limite d’utilizzo: è una sostanza sì lipolitica, ma irritante per i tessuti.

la sua inoculazione via mesodermica provoca infatti lividi, arrossamenti, irritazioni e gonfiore che, finché confinati in piccole zone, sono facilmente sopportabili e che regrediscono spontaneamente in pochi giorni.

usata su zone ampie, oltre al costo eccessivo, la fosfatidilcolina provocherebbe serie irritazioni, non garantendo comunque l’omogeneità del trattamento.

ecco perché questo trattamento può essere utilizzato solo nei casi di lipedema iper-localizzato, oppure (come spesso succede) a complemento di un intervento di liposuzione, per ‘rifinire’ zone di piccola area, a volte inevitabili conseguenze del passaggio della cannula.

anche in questo caso, stadi di lipedema avanzato non hanno dunque indicazione per la mesoterapia alla fosfatidilcolina.

La dieta chetogenica

la dieta chetogenica è una particolare alimentazione che ha come obiettivo quello di ultra-stimolare il meccanismo della chetosi, uno dei processi metabolici basilari del nostro organismo.

in breve, la chetosi è quel processo che permette al nostro corpo di trovare l’energia necessaria alla propria sussistenza prendendola da quella immagazzinata ‘di riserva’, cioè dai trigliceridi presenti negli adipociti.

in caso di bisogno, quindi in assenza del giusto quantitativo di carboidrati provenienti dall’alimentazione, il metabolismo aggredisce i trigliceridi degli adipociti e li trasforma in zuccheri semplici, come il glucosio, necessario per produrre il nostro ‘carburante’ indispensabile, ovverosia l’Adenosintrifosfato (ATP).

la dieta chetogenica quindi è una dieta volutamente povera di zuccheri e carboidrati, a cui sono preferite invece le proteine.

questo regime, di per sé innaturale per il nostro corpo, spinge dunque il metabolismo ad una massiccia chetosi che, unita all’idonea attività fisica, permette agli adipociti di ‘sgonfiarsi’.

la dieta chetogenica, per l’alto numero di proteine che richiede e per la bassissima percentuale di zuccheri che fornisce al corpo, non può essere mantenuta per lunghi periodi senza gravi (a volte, gravissime) complicanze, in particolar modo a carico dei reni.

ecco perché viene prescritta dai Biologi Nutrizionisti o dai Medici Dietologi solo in casi particolari, sempre sotto controllo costante, e comunque mai per lunghi periodi.

all’inizio della sua sperimentazione sul lipedema, si riponevano grandi speranze nel percorso nutrizionale chetogenico.

purtroppo, i risultati delle ricerche sono stati tutto tranne che confortanti: gli adipociti del lipedema sono sostanzialmente insensibili al meccanismo della chetosi, e rispondono molto poco (a volte, per nulla) alla dieta chetogenica.

i risultati che le pazienti affette da lipedema ottengono dalla dieta chetogenica sono causati non dalla diminuzione di volume degli adipociti del lipedema stesso, ma sostanzialmente dalla riduzione volumetrica degli adipociti invece ‘sani’.

vi è poi un altro problema comune a tutte le diete: gli adipociti eventualmente ‘reattivi’ al percorso dietetico non vengono distrutti, ma solo ridotti di volume.

questo vuol dire che, finita la dieta, la paziente può comunque riprendere i chili perduti (e solitamente, lo fa), poiché le cellule di grasso rimangono sempre lì, pronte a gonfiarsi di trigliceridi per l’ennesima volta.

la dieta chetogenica non è mai consigliata per lunghi periodi, a prescindere dalla diagnosi di lipedema o meno: è una dieta innaturale, che sovraccarica l’attività renale e che mette spesso le pazienti in condizione di sofferenza psicologica.

La dieta chetogenica, chiamata anche chetogenetica, non è un'invenzione moderna.

Basata sulla dieta primitiva (ovverosia quella che i nostri antenati preistorici, giocoforza, erano obbligati a seguire per mancanza di alternative), la prima applicazione della dieta in grado di sviluppare in poco tempo molti corpi chetonici risale agli anni '60, negli USA.

Proprio in America, la dieta chetogenica fu applicata inizialmente per far perdere di peso in brevissimo tempo i pazienti cardiopatici in sovrappeso, che necessitavano di urgente intervento cardiaco.

L'uso della dieta chetogenetica a scopi estetici è invece risalente agli ultimi anni, soprattutto spinta da un Medico francese (ora radiato dal suo Ordine) che ne ha tratto lauti guadagni, mettendo però in pericolo la salute dei propri pazienti.

Il lipedema è una patologia che richiede un percorso multidisciplinare, non dimenticarlo mai

allo stato attuale della Medicina, il lipedema non può essere curato.

tutti i trattamenti descritti in questa pagina sono esclusivamente sintomatotici, atti cioè ad alleviare i sintomi, ma non capaci di estirpare la causa.

causa che la ricerca ci dice sia molto probabilmente genetica.

il lipedema è una patologia che ha effetti spesso devastanti non solo sul fisico della ragazza o della donna, ma anche sulla sua psiche.

ecco perché il suo trattamento deve essere necessariamente multidisciplinare.

a partire dalla corretta diagnosi sino alla gestione corretta della fase terapeutica, medica o chirurgica che sia (a volte, entrambe).

senza dimenticare il giusto supporto psicologico che la paziente deve avere durante tutto il trattamento.

Soffri di lipedema a Milano? I nostri chirurghi hanno tutti grande esperienza nel trattamento della patologia

Chirurgo Plastico in centro a Milano

Lo Studio Medico Salus Mea è uno studio polispecialistico di Chirurgia Plastica, Medicina Estetica e Chirurgia Vascolare di Milano, che da anni si occupa del trattamento sintomatico del lipedema.

nello studio in Via della Moscova, la Dott.ssa Luisella Troyer riceve le pazienti per diagnosi e trattamenti, sia medici che chirurgici, atti a donare sollievo e migliorare la loro qualità di vita.

oltre ai trattamenti chirurgici, nello studio sono erogati i trattamenti medici come la Cavitazione Medica, l’HiFu e la mesoterapia alla fosfatidilcolina, che possono aiutare la paziente affetta da lipedema di stadio lieve ad ottenere ottimi risultati, sia estetici che funzionali.

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Trova il tuo Chirurgo Plastico di riferimento presso lo studio Salus Mea in Via della Moscova, 60.

nello studio, modernamente attrezzato, puoi eseguire visite di Chirurgia Plastica e Medicina estetica, nonché trattamenti medico-estetici ambulatoriali, come:

nello studio, i Medici collaboratori effettuano anche piccoli interventi chirurgici ambulatoriali mini-invasivi, come:

lo studio Salus Mea è nel cuore di Milano, ed è facilmente raggiungibile con la Linea Metropolitana MM2 (Linea Verde) fermata Moscova.

se vuoi raggiungere lo studio in autovettura, ricorda che lo studio è nella Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi ti servirà il pass (clicca qui per tutte le informazioni e per acquistarlo).

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale o Porta Garibaldi, prendere la linea MM2 (Linea Verde), e scendere alla fermata Moscova.

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Quindi ricorda che...
  • il lipedema è una dismorfia del pannicolo adiposo, causata presumibilmente da un comando genetico;
  • il lipedema si manifesta solo nelle donne, a partire dalla loro maturazione sessuale;
  • il lipedema è una condizione patologica slegata da obesità e sovrappeso, anche se comunque può coesistere con queste due condizioni;
  • non esistono attualmente test specifici per diagnosticare il lipedema, e la diagnosi è dunque clinica, affidata ad un medico esperto;
  • il tessuto adiposo del lipedema si localizza solo in determinate zone del corpo, mentre lascia intatte le altre;
  • esistono cinque tipologie note di lipedema, con altrettanti gradi di severità;
  • attualmente, la medicina non ha ancora una cura specifica per il lipedema;
  • gli adipociti che compongono il tessuto del lipedema risentono molto poco di dieta o attività fisica, e risultano pertanto quasi immuni a regimi dietetici anche molto punitivi;
  • anche la dieta chetogenica (già di per sé innaturale) ha blandi effetti sugli adipociti del lipedema;
  • regimi dietetici molto spinti, nella paziente affetta da lipedema, solitamente fanno dimagrire vistosamente la parte superiore del corpo, facendo rimanere inalterata quella inferiore;
  • la cavitazione medica sfrutta il principio della cavitazione fisica per distruggere, entro certi limiti, gli adipociti del lipedema, trattando quindi i casi lievi;
  • la fosfatidilcolina è una lisina di soia che ha effetti lipolitici, ma può essere utilizzata solo per piccolissime zone molto ben contenute;
  • casi gravi di lipedema o pannicoli adiposi molto spessi possono essere trattati esclusivamente con la liposuzione
Chirurgo Plastico a Milano

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno:

lunedì 06 novembre, 2023

Lo Studio Medico Salus Mea è uno studio professionale medico gestito dalla Dott.ssa Luisella Troyer, Chirurgo Vascolare e Medico Estetico, con oltre trent'anni di esercizio dell'arte medica.

Lo studio si è perfezionato nella Chirurgia Ricostruttiva ed Estetica, nonché nella Senologia, sperimentando nuovi protocolli ricostruttivi per le pazienti oncologiche, che necessitavano di ricostruzione del seno menomato da un necessario intervento di rimozione tumorale.

L'obiettivo dei Chirurghi dello studio è, da sempre, garantire alle pazienti il minor disturbo e fastidio possibile nel post-operatorio, e per questo l'attività clinica si è particolarmente perfezionata nella Chirurgia mini-invasiva, che garantisce eccellenti risultati a fronte di un tempo di recupero veramente contenuto.

La Dott.ssa Luisella Troyer è inoltre uno dei primi Medici italiani ad aver riconosciuto l'esistenza del lipedema, la grave patologia genetica che affligge molte donne, adolescenti ed adulte.

I Chirurghi Plastici dello studio sono quindi esperti nella diagnosi e nella terapia chirurgica del lipedema, e nella Liposuzione a Zone Selettive: un tipo di liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery) particolarmente indicato per asportare grandi quantità di grasso patologico, pur garantendo alla paziente la sicurezza dell'intervento e un tempo di recupero ridotto.

Quotidianamente, nell'ambulatorio di Milano in Via della Moscova 60, i Chirurghi Plastici dello studio Salus Mea eseguono piccoli interventi chirurgici di asportazione delle cisti (sebacee e tendinee), nonché di eradicazione dei tumori della pelle (basaliomi, spinaliomi e melanomi).

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‟Posso dire essere essere uno studio composto da validissimi professionisti. Li consiglio con estrema convinzione."
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