Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano
Mastoplastica additiva e nuovo seno a Milano

Chirurgia Plastica Mini Invasiva a Milano

La mastoplastica additiva

L'intervento principe per l'aumento del seno
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Mastoplastica additiva a Milano

avere un seno armonico, ben proporzionato, sodo e voluminoso è uno dei massimi desideri di ogni donna.

il motivo di tele desiderio non è solamente un vezzo estetico: il richiamo sessuale umano è basato sulle rotondità, ed è un istinto naturale che compare sin dall’adolescenza.

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la Chirurgia Plastica moderna, già da diversi anni, permette di ottenere incredibili risultati al seno, estremamente naturali, ormai con nullo dolore post operatorio e un ritorno alle normali attività quotidiane pressoché immediato.

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Il seno: il segno distintivo dei mammiferi

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il seno è il tratto distintivo dei mammiferi, uomo incluso

le ghiandole mammarie sono, nell’anatomia umana, gli organi sessuali secondari immediatamente riconoscibili, comune a tutti i mammiferi.

negli esseri umani, si compongono di due mammelle, poste simmetricamente ai lati del piano sagittale.

la forma e la consistenza delle mammelle cambia enormemente in base al sesso: negli uomini sono infatti atrofizzate e di modesto volume, e prendono il nome del petto.

nelle donne, invece, tali mammelle sono iper-sviluppate, e prendono propriamente il nome di seno.

lo scopo principale delle mammelle è quello di produrre e secernere il latte mammario per il nutrimento del neonato, ma i due organi hanno anche una fondamentale valenza sessuale, simbolica e antropologica.

difatti, come detto, nelle donne le mammelle sono la più evidente caratteristica sessuale secondaria, e da millenni pressoché ogni civiltà ne ha evidenziato (in certi casi, idolatrato) il fondamentale valore sia prettamente biologico che antropologico.

una caratteristica curiosa degli esseri umani è che le mammelle femminili sono perennemente iper-sviluppate (anche nei periodi di non allattamento), al contrario di molti altri mammiferi che vedono le proprie mammelle gonfiarsi solo nel periodo del puerperio.

Da cosa è composto il seno?

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la mammella si compone di una parte ghiandolare e una parte grassa, in percentuali variabili in base all'età

le mammelle femminili, come detto perennemente iper-sviluppate rispetto a quelle maschili, sono composte da tessuto adiposo e tessuto ghiandolare.

essenzialmente, difatti, le mammelle sono due grandi organi ghiandolari, la cui funzione primaria è, come detto, secernere il latte materno per la prole.

la ghiandola mammaria è ricoperta di adipe, e poggia essenzialmente sul muscolo grande pettorale e, in minor misura, sul muscolo dentato anteriore.

la percentuale di ghiandola e di grasso varia in base alla conformazione personale della donna, e muta col tempo: in età giovanile la percentuale di adipe è minore, mentre è maggiore quella ghiandolare, mentre si assiste ad uno scambio di percentuale avvicinandosi all’età matura.

la componente visibile e caratterizzante della mammella è il capezzolo, cioè la papilla collegata ai dotti galattofori, che ha il primario scopo di permette la suzione del latte da parte dell’infante.

Perché il volume del seno e la sua armonia sono così importanti nella cultura umana?

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la venere capitolina è considerata una delle rappresentazioni più armoniche e sensuali del seno femminile

oltre che richiamo sessuale di immediato riconoscimento (pressoché per tutte le culture), il seno è da sempre considerato emblema di prosperità, di fertilità e, in ultima istanza, di vita stessa.

l’impatto culturale del bambino che, ancestralmente, poggia le labbra al capezzolo della mamma per nutrirsi è considerato il cardine stesso della vita, e non solo umana.

in molte culture, un seno grande e prominente è storicamente un bene prezioso, addirittura un valore, dal grande impatto sociale.

questo non è solo un pensiero della nostra epoca moderna, ma è un punto cardine dell’essere umano da millenni: la Vita stessa è generata dalla donna, e dal suo seno fuoriesce il latte che nutre nuova vita.

un pensiero profondo, non solo Occidentale, che ha da sempre un enorme impatto sociale nell’essere umano.

avere un seno bello, sodo, voluminoso, alto e ben proporzionato è un valore estetico assoluto della nostra società attuale, ma i parametri alla radice sono vecchi di millenni.

anche col seno, la donna esprime la sua femminilità, e fa partire il richiamo sessuale verso l’uomo.
Inconsciamente magari, o più o meno volutamente.
Il risultato comunque non cambia.

da questi presupposti, si può quindi intuire l’importanza del seno nella società, e di come molte donne, non dotate di naturale prosperità ed armonia delle mammelle, soffrano pesantemente della loro condizione, addirittura arrivando a farne una patologia psicologica.

ecco perché da ormai molti anni la Chirurgia ha messo a punto delle tecniche specifiche per migliorare l’estetica del seno, e portarla secondo i canoni desiderati della paziente.

Esclusi gli interventi ricostruttivi dopo una demolizione oncologica, la mastoplastica additiva a scopo estetico non è, ovviamente, un intervento necessario alla vita.

Premesso ciò, è importante sottolineare che, anche se non vitale, la mastoplastica comunque serve a migliorare l'aspetto della paziente e, non secondariamente, il suo benessere psicologico.

E, in fondo, lo scopo della Medicina è proprio questo: portare benessere sia fisico che psicologico al paziente.

Cos’è la mastoplastica additiva?

Mastopessi e lifting del seno a Milano

ptosi ghiandolare lieve, risolta con l'inserimento di protesi ergonomiche

la mastoplastica additiva è l’intervento di Chirurgia Plastica che mira ad aumentare il volume delle mammelle, rendendole non solo più grandi, ma anche (e soprattutto) più armoniche.

è stato inventato verso gli anni ’30 del 1900 dall’avanzata chirurgia tedesca, dapprima utilizzando liquidi al silicone (ora rigorosamente vietati), poi perfezionando la tecnica fino ad utilizzare le avanzate protesi testurizzate attuali.

la mastoplastica additiva può essere un mero intervento estetico (il caso più comune) oppure un intervento anche funzionale, come nel caso di una ricostruzione del seno dopo un intervento oncologico.

nella classifica degli interventi di Chirurgia Plastica, è nella ‘top 3’ delle operazioni chirurgiche a livello mondiale, e si contende il podio con la blefaroplastica e con la rinoplastica.

A chi è rivolto l’intervento di mastoplastica additiva?

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l’intervento di mastoplastica additiva può essere svolto per motivi prettamente estetici oppure per motivi funzionali, cioè quando vi è un’alterazione della normale struttura delle mammelle dovuta a malformazioni congenite (per esempio, il seno tuberoso) oppure inevitabili danneggiamenti da intervento oncologico.

nello specifico, l’intervento di aumento del seno è indicato per:

  • Le pazienti non patologiche ma che desiderano avere un seno più armonico, più voluminoso o di una particolare misura a loro gradita;

  • Le pazienti che desiderano correggere una sproporzione marcata tra le due mammelle (asimmetria delle mammelle);
  • Le pazienti affette da micromastia (seno troppo piccolo e sproporzionato rispetto al corpo);

  • Le pazienti che desiderano rimodificare e ridare volume al seno che ha perso consistenza dopo la gravidanza, oppure per via del naturale invecchiamento;

  • Le pazienti affette dalla malformazione nota come ‘seno tuberoso’, il cui le mammelle si sviluppano con una conformazione innaturale, ‘a cilindro’, poco piacevole alla vista;

  • Le pazienti che hanno subito un pregresso intervento oncologico, con l’asportazione di una od entrambe le mammelle;

  • Le pazienti affette da disforia di genere (transessuali MTF), che desiderano riallineare il loro corpo con la loro personalità

In generale, quindi, l’intervento di mastoplastica additiva è un protocollo chirurgico estremamente duttile, capace di adattarsi a molte situazioni, e risolvere quindi molte problematiche (sia estetiche che funzionali), a seconda della paziente e dei suoi bisogni e desideri.

Come viene eseguita la mastoplastica additiva?

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come il nome lascia intuire, lo scopo principale della mastoplastica additiva è di aumentare ed armonizzare il volume delle mammelle.
Per fare ciò, deve essere utilizzato un materiale riempitivo.

tale materiale può essere autogeno, cioè ricavato da altre parti del corpo della stessa paziente oppure di sintesi, cioè costituito da vere e proprie protesi.

quando il materiale riempitivo è autogeno si parla più propriamente di lipofilling, poiché le mammelle vengono aumentate di volume inserendo in esse del tessuto adiposo della paziente stessa, prelevato da altre zone del corpo (principalmente, da cosce e fianchi).

è un intervento che si esegue solo in determinati casi, poiché più traumatico ed invasivo per la paziente, e con margini di riuscita limitati solo a particolari condizioni.

l’intervento standard di mastoplastica, praticato da quasi un secolo, prevede invece l’inserimento, direttamente nelle mammelle, di protesi sintetiche.

esistono un’infinita quantità di protesi mammarie, differenti essenzialmente per tipologia, per forma e per costituzione dei materiali.

l’avanzata produzione di protesi moderna permette di risolvere qualsiasi inestetismo del seno: ogni produttore di protesi garantisce ormai eccezionali standard di sicurezza, di bio-compatibilità e di scelta, in grado di soddisfare praticamente ogni esigenza o richiesta della paziente (e anche del Chirurgo che deve provvedere all’intervento).

andiamo quindi ora a vedere i diversi tipi di protesi disponibili.

Che tipologie costruttive di protesi al seno esistono?

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sintetizzando, le protesi al seno si dividono in due grandi categorie costruttive, basate sul loro materiale di costruzione:

  • Protesi siliconiche;
  • Protesi a soluzione salina

le protesi in silicone sono le protesi maggiormente utilizzate in Europa, e in buona parte del mondo.

ne sono stati prodotti un’enorme quantità di modelli e di tipologie nel corso della storia, e il modello moderno si basa sullo studio e sugli esperimenti dei chirurghi americani Thomas Cronin e Frank Gerow, negli anni ’60 del 1900.

sono realizzate in un gel solidificato di silicone, e le aziende che le producono devono ormai rispettare ferrei standard di durata, sicurezza e bio-compatibilità, dai requisiti molto alti.

per via di svariati (benché isolati) incidenti successi in passato, tali requisiti sono ormai ossessivi in pressoché qualsiasi Paese al mondo, e quindi i livelli di sicurezza delle moderne protesi al silicone sono per davvero elevati.

le protesi attuali sono composte da un involucro in silicone gommoso e, all’interno, altro silicone in gel.

ciò le rende estremamente naturali al tatto e, complice i nuovi protocolli chirurgici, se ben inserite sono indistinguibili da un seno naturale.
Il silicone gel contenuto nell’involucro solido non è riassorbibile dal corpo: questo vuol dire che se la protesi si dovesse rompere, è necessario un intervento chirurgico di asportazione del materiale fuoriuscito.

considerato ciò, e considerati anche gli incidenti successi nel passato (rari, va detto), i produttori di protesi di adesso costruiscono gli impianti tutti con tecnologia multistrato, estremamente elastica, in grado di resistere anche a sollecitazioni che un tempo sarebbero state considerate al limite.

le protesi a soluzione salina sono invece un tipo di protesi maggiormente diffuso negli Stati Uniti.
Sono costituite da un involucro al silicone solido, riempito di soluzione salina sterile.
Vengono inserite sgonfie nella mammella e, grazie ad una cannula ed una valvola, vengono poi riempite.

hanno il grande vantaggio di essere totalmente innocue in caso di rottura: la soluzione salina è completamente riassorbibile dal corpo, e quindi non crea nessun pericolo (a differenza del silicone gel, che deve essere prontamente rimosso).

il loro svantaggio è quello di garantire volumi di riempimento ridotti, una tendenza a deteriorarsi col tempo e una moderata resistenza agli urti (per via della valvola che chiude la protesi, molto delicata).

le protesi a soluzione salina sono ormai confinate quasi esclusivamente negli Stati Uniti, mentre in Europa e nel resto del mondo occidentale vengono utilizzate ormai protesi in gel di silicone con superficie nanotesturizzata, che garantiscono eccezionali valori di morbidezza, resistenza e sicurezza.

Ci sono differenti forme di protesi mammarie?

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sì, eccome.
Nel corso dei decenni, la bio-tecnologia ha prodotto innumerevoli tipologie di protesi, che possono essere globalmente suddivise in tre tipologie principali:

  • Protesi rotonde;
  • Protesi anatomiche (di forma)
  • Protesi ergonomiche

le protesi tonde sono le prime, storiche protesi, prodotte all’inizio della Chirurgia Plastica al seno, già negli anni ’30 del 1900.

come il nome lascia supporre, la loro forma è tonda: si adattano autonomamente alla mammella, e sono facili da inserire per il Chirurgo (non richiedono particolare posizionamento, non avendo un ‘sopra’ oppure un ‘sotto’).

danno eccellenti risultati, estremamente naturali, e sono perfette per donne che richiedono un seno voluminoso e morbido, magari dopo un parto.

la loro forma è standard, e cambia solo il loro volume: ciò non consente il loro inserimento in pazienti che hanno una forte asimmetria del seno, e per questo funzionano al meglio con pazienti che invece già partono da una situazione armonica.

all’aumentare del loro volume, le protesi tonde tendono a snaturare l’aspetto del seno, distorcendolo e dandogli una forma innaturale.

ecco perché il loro uso non dovrebbe mai eccedere certi limiti strutturali, che variano ovviamente da paziente a paziente.

d’altro canto, sono l’unico tipo di protesi che permette aumenti davvero corposi, mantenendo al tatto una piacevole naturalezza se posizionate con tecnica sotto ghiandolare.

Le protesi anatomiche

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le protesi anatomiche, dette anche ‘di forma’ oppure ‘a goccia’ sono protesi che, a differenza di quelle rotonde, hanno una forma ben definita, in cui sono evidenti e distinguibili un sopra, un sotto, un dietro e un davanti.

sono progettate per adattarsi alla mammella della paziente (da cui l’ergonomia), e dare quindi un risultato eccezionalmente naturale.

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a seconda della bravura del Chirurgo, della risposta dell’organismo e della qualità del modello di protesi, questo tipo di mastoplastica è praticamente indistinguibile da un seno naturale.

le protesi anatomiche sono altresì indispensabili in caso di decisa asimmetria delle mammelle poiché, ordinabili su misura della paziente, possono quindi essere costruite esattamente su di lei, andando ad armonizzare così il seno in maniera perfetta.

il più grande svantaggio di tali protesi (evento raro, ma possibile) è il loro mal-riposizionamento dopo un trauma o un urto, che rende sempre necessaria la loro revisione chirurgica.

le protesi ergonomiche, le ultime introdotte sul mercato, mantengono la struttura di forma delle protesi anatomiche, ma il guscio siliconico che le costituisce ha un alto grado di elasticità, impensabile sino a qualche anno fa.

ciò consente di ottenere gli ottimi rapporti volumizzanti delle protesi tonde, col vantaggio però di superare i loro limiti strutturali.

C’è una protesi migliore di un’altra per l’aumento del seno?

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no.
La protesi è scelta dal Chirurgo
, dopo avere visitato e valutato il caso specifico della paziente.

è possibile ottenere eccellenti risultati anche con ‘semplici’ protesi rotonde, oppure si possono ottenere risultati mediocri pur usando avanzate protesi ergonomiche: tutto sta a come viene pianificato e realizzato l’intervento.

molto spesso, capita che la paziente arrivi dal Chirurgo già molto informata, e che s’impunti a volere un dato tipo di protesi.

ciò è un atteggiamento concettualmente sbagliato, oltre che deontologicamente non accettabile.

non si sceglie la protesi, ma il Chirurgo.
È il Medico che, proprio grazie alla sua esperienza, decide cosa è meglio per la paziente, e quali protesi usare per ottenere il miglior risultato possibile.

Cosa vuol dire ‘protesi testurizzata’?

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le protesi testurizzate aiutano a prevenire la contrattura capsulare

l’involucro siliconico delle protesi, siano esse in gel al silicone oppure riempite di soluzione salita, può essere di due tipi: liscio o testurizzato.

la superficie liscia è quella che garantisce una sensazione molto naturale al tatto, ma ha uno svantaggio: col tempo e in alcune pazienti (statisticamente un numero limitato, ma comunque presente) può formare una contrattura capsulare (capsulite), la cui natura verrà spiegata più avanti.

le protesi testurizzate, invece, hanno una superficie rugosa, ruvida.
Sono più rigide al tatto, ma risultano alla lunga meglio tollerate dal corpo.

grazie al loro utilizzo, il fenomeno della capsulite è molto diminuito a livello percentuale, tanto da diventare ormai evento raro in tutto il mondo (inferiore al 3% del totale degli interventi di mastoplastica additiva.

le protesi testurizzate a loro volta si dividono in tre categorie specifiche:

  • Protesi macrotestiruzzate;
  • Protesi microtesturizzate
  • Protesi nanotesturizzate

le protesi macrotesturizzate sono state le prime ad essere prodotte ed introdotte sul mercato col nome commerciale di Allergan e, sebbene abbiano indubbiamente stravolto la tecnologia costruttiva allora disponibile, attualmente non sono più utilizzate.

questo perché il loro stampo a 'grana grossa' del pattern, specie se non ben lavato con soluzione antibiotica, può facilitare l'annidarsi del biofilm batterico, che potrebbe sfociare poi in un'infiammazione e in una contrazione della capsula protesica.

una rarissima associazione con altrettanto rare forme di linfoma, presenti nella letteratura scientifica anche se veramente limitate nei casi, ha definitivamente fatto tramontare questo genere di protesi.

le protesi microtesturizzate sono quelle più utilizzate, poiché rappresentano un ottimo compromesso tra costo e qualità (compresivo di alta sicurezza).

il loro stampo superficiale è un pattern microscopico, efficace e molto sicuro poiché impdisce al biofilm batterico di annidarsi con facilità.

le protesi nanotesturizzate sono un'ulteriore evoluzione di quelle microtesturizzate, e sono costruite con un pattern superficiale ancora più sottile (nell'ordine dei nanometri, per l'appunto).

hanno eccezionali caratteristiche di biocompatibilità, e scongiurano totalmente il rischio della presenza di micro-detriti della loro lavorazione, aumentandone quindi la sicurezza per la paziente.

L'intervento di mastoplastica additiva moderno è uno dei più sicuri per la paziente.

Il caso peggiore di evento infausto, ossia la pericapsulite, è ormai ridotto ad una percentuale bassissima: il 2-3% circa.

Cos’è la capsulite?

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la capsulite, meglio definita come contrattura capsulare, è un fenomeno fisico che è vera e propria complicanza dell’intervento di mastoplastica additiva.

si manifesta come una contrattura dei tessuti a diretto contatto con la protesi mammaria, che diventano fibrotici (cioè più duri).

la capsula tende ad inglobare la protesi, ed è da considerarsi una naturale difesa dell’organismo ad un oggetto che esso percepisce come corpo estraneo.

la capsula è quindi una reazione del tutto naturale post-impianto delle protesi, e in circa il 97% dei casi noti non da nessun tipo di problema alla paziente.

tuttavia, in un ormai molto ristretta percentuale, può succedere che la capsula dia luogo a reazioni infiammatorie, oppure che ‘stringa’ troppo la protesi installata.

in tal caso, si parla propriamente di capsulite, o contrattura capsulare.

la capsulite post-impianto, fino agli anni ’80 del 1900, era un problema molto diffuso: la sua incidenza raggiungeva picchi del 30-40%, ed era uno dei timori più grandi delle pazienti del periodo, che spesso desistevano all’idea di aumentare il seno proprio per paura di tale complicanza.

oggigiorno, grazie alle protesi di ultima generazione (la quinta), dal rivestimento testurizzato, dall’assunzione precoce di particolari farmaci antinfiammatori e dai nuovi protocolli chirurgici, tale rischio è diminuito al 3% circa, rendendo quindi l’intervento di mastoplastica additiva molto sicuro.

Come si pratica l’intervento di mastoplastica additiva?

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l’operazione di aumento di volume del seno è possibile solo dopo che il Medico, in questo caso un Chirurgo Plastico, abbia dato parere positivo all’intervento.

ciò di solito succede dopo la visita specialistica, in cui il Chirurgo esegue l’anamnesi della paziente, la visita clinicamente, pondera se essa sia papabile o meno all’intervento e, in caso positivo, progetta con lei il risultato finale che si auspica di realizzare.

durante questa fondamentale fase, il Chirurgo illustra alla paziente i benefici dell’intervento e i possibili effetti collaterali (come la già accennata capsulite), nonché specifica che tipo di protesi ritene adatte ad ottenere un certo risultato.

l’intervento d’innesto meccanico delle protesi è effettuato solitamente in anestesia generale ma, in caso di particolari circostanze, può essere eseguito anche in anestesia locale.

prima dell’intervento la paziente deve effettuare i controlli diagnostici di routine (esami ematochimici, un ECG recente, una lastra polmonare) a cui deve essere aggiunta anche un’ecografia mammaria o, alternativamente, una mammografia.

l’intervento è eseguito in circa un’ora: il Chirurgo, a seconda del tipo di protesi utilizzata, la conformazione della paziente e il risultato che intende ottenere, inserisce la protesi secondo tre protocolli standard.

tali protocolli si differenziano tra di loro, essenzialmente, per la zona d’incisione e d’inserimento:

  • Sotto mammaria
    La protesi è inserita nella mammella con una piccola incisione orizzontale sotto la mammella;

  • Periareolare
    La protesi è inserita incidendo la circonferenza del capezzolo, scollandolo parzialmente per poi richiuderlo;

  • Ascellare
    La protesi è inserita da sotto l’ascella (possibile solo per le protesi a soluzione salina)

in tutti e tre i casi le cicatrici dell’intervento sono pensate per essere pressoché invisibili, quindi la paziente non deve preoccuparsi di deturpazioni estetiche: a guarigione ottenuta, le cicatrici si noteranno appena, e comunque saranno tutte in parti ben nascoste.

finito l’intervento, il seno viene medicato e bendato con uno speciale reggiseno contenitivo, che la paziente deve portare per qualche giorno.

nella maggioranza dei casi, l’operazione di mastoplastica additiva viene effettuata in regime di day Hospital, quindi la paziente può tornare a casa dopo qualche ora dall’intervento.
Solo in rari casi è necessario il ricovero ospedaliero.

è molto importante che la paziente osservi riposo assoluto per circa una settimana, portando con costanza il reggiseno contenitivo prescritto dal Chirurgo.

salvo complicanze, la guarigione e la ripresa totale dall’intervento avviene in circa 5-6 settimane, e con tale tempistica coincide anche l’eventuale ripresa di sport e allenamenti.

Come viene posizionata la protesi nella mammella?

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esistono al momento tre modi di posizionamento della protesi nella mammella: retro-pettorale, retro-ghiandolare e con tecnica Dual Plane.

andiamo quindi a vederli nel dettaglio:

  • Mastoplastica con tecnica retro-pettorale
    La protesi viene inserita sotto il muscolo del grande pettorale.
    Essendo sotto il muscolo, la protesi al tatto è più naturale, e anche l’eventuale contrattura capsulare diviene più rara.

    Di contro, è più difficile da inserire per il Chirurgo, prevede tempi di ripresa più consistenti e, sul lungo periodo, c’è la possibilità che la protesi si sposti troppo verso l’alto, dando una sensazione innaturale al seno;

  • Mastoplastica con tecnica retro-ghiandolare
    La protesi viene inserita sotto la ghiandola mammaria, e di conseguenza sopra al muscolo del grande pettorale.

    È facile da inserire per il chirurgo, comporta un rapido tempo di ripresa ma rende il seno meno naturale al tatto, con più rischi di contrattura capsulare;

  • Mastoplastica con tecnica Dual Plane
    La protesi viene inserita sotto il muscolo del grande pettorale nella parte superiore, mentre nella parte inferiore viene posizionata sotto la ghiandola mammaria.

    È la tecnica d’inserimento che garantisce il minor rischio di contrattura capsulare, ed evita anche lo spostamento verso l’alto della protesi, pur mantenendo una buona naturalezza al tatto.

come per la scelta del tipo di protesi, anche per la scelta della tecnica di posizionamento il parere finale e vincolante è quello del Chirurgo che deve effettuare l’intervento.

non esiste una tecnica migliore di un’altra, ma l’uso specifico dipende dalla conformazione della paziente e, va ribadito, dal risultato che s’intende traguardare.

Quali sono le possibili complicanze e gli inevitabili effetti collaterali di una mastoplastica additiva?

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la complicanza più grave - statisticamente ormai rara, è bene ricordarlo - è la già citata contrattura capsulare, con il fenomeno patologico della capsulite.

tuttavia, utilizzando i nuovi protocolli chirurgici Dual Plane, le protesi di ultima generazione e la somministrazione tempestiva dei farmaci adatti, questo evento infausto è statisticamente minoritario: dall’1% al 2% di tutti i casi.
Un rischio ben più che accettabile in Medicina.

alla capsulite e alla sua rarità, si aggiungono poi i normali sintomi del post-intervento, quali ematomi ed ecchimosi, di natura totalmente passeggera.

anche il dolore dopo l’anestesia è praticamente nullo, e può comunque essere tenuto sotto controllo dall’assunzione di normali antidolorifici.

con gli alti livelli qualitativi e di sicurezza raggiunti oggigiorno, anche le infezioni post-intervento sono un evento raro (possibile, ma raro).

Posso ottenere un risultato naturale con la mastoplastica additiva?

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mastoplastica additiva con protesi tonde, sotto-ghiandolari

certamente.
La Chirurgia Plastica moderna, al contrario di quella effettuata nel passato, è molto attenta a non deturpare le naturali armonie della paziente, e mira soprattutto a raggiungere risultati di gradevolezza senza eccessi.

tutte le tecniche moderne, nonché la progettazione delle nuove protesi di quinta generazione, sono pensate per aumentare il volume e il tono del seno in maniera naturale, armoniosa e rispettando le forme e le proporzioni della paziente.

ovviamente, tale risultato è possibile solo se paziente e Chirurgo raggiungono un’ottima sintonia comunicativa.

ciò vuol dire cåhe la paziente deve avere aspettative realistiche, deve ascoltare i consigli del Chirurgo (dati in scienza e coscienza) e quest’ultimo, dal canto suo, deve comunicare chiaramente, e con la massima semplicità ed apertura, definendo bene i limiti (deontologici e medici) della mastoplastica.

Posso ottenere un ‘seno perfetto’ con la mastoplastica additiva?

Mastoplastica additiva a Milano

protesi sotto-ghiandolari, tonde

no, e per un motivo ben specifico: il ‘seno perfetto’ non esiste.

non è mai esistito e mai esisterà, poiché ogni donna è un caso a sé, e presenta armonie e proporzioni differenti da tutte le altre.

e questo è proprio il bello della grande varietà di fenotipi dell’Homo Sapiens.

sebbene si concordi globalmente che un seno tonico e voluminoso sia preferibile ad un seno piccolo, cadente e malformato, le proporzioni di ogni seno devono essere considerate guardando nel complesso la persona.

poiché ogni donna non è solo un paio di mammelle che deambulano, e questo è fin troppo evidente: è un organismo unificato, con proporzioni che risultano piacevoli solo quando armonizzate tra di loro.

ecco perché la ricerca del ‘seno perfetto’ è utopica, oltreché anche concettualmente senza senso.

semmai, la ricerca dovrebbe essere indirizzata sull’armonia e sulla grazia, e sul giusto rapporto di volumi e forme.

ed è compito del Chirurgo Plastico illustrare questo alla paziente, ancor prima della pianificazione dell’intervento di mastoplastica additiva.

Le protesi al seno possono causare tumori?

assolutamente no.

le protesi moderne sono totalmente sicure e con altissimi gradi di controllo e qualità, e non possono in alcun modo favorire neoplasie alla mammella.

anche in caso d’impianto, è sempre possibile procedere ad ecografie e mammografie di controllo, mantenendo quindi immutato il livello di diagnostica e prevenzione.

Non si è riscontrata finora nessuna correlazione con l'inserimento di una protesi mammaria e l'aumento della probabilità di contrarre un tumore al seno.

La mastoplastica additiva è dunque un intervento ininfluente sul rischio oncologico alla mammella, e la sua realizzazione non impedisce alla paziente i normai controlli senologici di routine di prevenzione del cancro al seno.

Le protesi al seno vanno periodicamente controllate?
E quanto durano?

Mastoplastica additiva a Milano

le protesi moderne di quinta generazione sono spesso garantite a vita dai produttori.

questo, per indicare l’alto grado di affidabilità e sicurezza che i materiali hanno raggiunto.

Mastoplastica additiva a Milano

detto questo, è sempre necessario provvedere, specie dopo qualche anno dall’intervento d’inserimento, a controlli periodici dello stato delle protesi.

tali controlli, del tutto indolore, sono effettuati mediante la visita clinica, eseguendo sul momento anche un’ecografia delle mammelle.

i moderni macchinari Doppler sono in grado di analizzare senza dolore e senza pericolo lo stato interno delle protesi, evidenziando subito eventuali rotture o lesioni.

è quindi bene eseguire un controllo annuale dal Chirurgo Plastico dopo il 10° anno dall’inserimento delle protesi.

Cos’è la revisione della mastoplastica additiva?

Elettroporazione Medica a Milano

nel protocollo chirurgico del dott. gallucci viene utilizzata l'elettroporazione all'acido ialuronico, per ridurre ancora di più la visibilità delle cicatrici della mastoplastica additiva

per revisione della mastoplastica, chiamata anche mastoplastica secondaria, s’intende l’intervento di ritocco delle protesi, utile a sostituire le stesse oppure a rimuoverle del tutto.

viene praticato per vari motivi: per riposizionare le protesi che si sono spostate, per trattare una capsulite, per sostituire una protesi rotta e, in generale, per porre rimedio ad un problema dell’impianto originario.

si tratta di un’operazione sempre alquanto complessa, poiché va ad intervenire su un lavoro già precedentemente svolto.

nel caso di rottura della protesi che s’intende sostituire, è necessario procedere anche ad uno speciale lavaggio, per assicurarsi che ogni traccia di gel al silicone sia rimossa dall’interno della mammella.

particolarmente difficile, per il Chirurgo, è poi il trattamento della capsulite cronica.

per risolverlo definitivamente, bisogna asportare fisicamente il tessuto ormai fibrotico, e provvedere poi all’inserimento delle nuove protesi.

la revisione della mastoplastica è un intervento frequente, specie nelle pazienti che si sono sottoposte a mastoplastica additiva con protesi di scarsa qualità, oppure reduci da interventi mal eseguiti.

Cos’è la mastoplastica ricostruttiva?

Mastoplastica additiva a Milano

ricostruzione della mammella sinistra su donna di 43 anni dopo intervento di rimozione oncologica

la mastoplastica ricostruttiva è uno speciale intervento di mastoplastica additiva pensato non per meri fini estetici, ma per ricostruire intere mammelle, amputate per via di cause esterne.
Nella maggior parte dei casi, rimozioni tumorali.

la mastoplastica ricostruttiva è uno degli interventi più delicati di tutta la Chirurgia Plastica, non solo della senologia.

viene svolta pertanto da Chirurghi con enorme esperienza pregressa, che provengono quasi tutti dalla Chirurgia Ricostruttiva.

nella mastoplastica ricostruttiva spesso e volentieri non deve essere inserita solo una protesi, ma l’intera mammella deve essere completamente rifatta, con la ricostruzione anche del capezzolo e dell’areola.

La mastoplastica additiva è pagata dal Servizio Sanitario Nazionale?

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sì, ma solo per fini funzionali, e non per fini estetici.

ciò vuol dire che è mutuabile solo la mastoplastica ricostruttiva, per pazienti che hanno subito incidenti oppure l’asportazione (totale o parziale) delle mammelle in seguito ad eventi tumorali.

anche difetti congeniti del seno, tipo la conformazione nota come ‘seno tuberoso’ è passabile d’intervento col Servizio Sanitario Nazionale.

recentemente, anche per le donne transessuali MTF, è stata approvata la convenzione per la mastoplastica additiva, a spese del Servizio Sanitario Nazionale.

c’è però un problema, spesso non considerato a sufficienza: le liste d’attesa.

essendo un intervento ‘non a rischio vita’, generalmente l’attesa è considerevole, poiché tali interventi sono effettuati, per ovvi motivi, solo dopo aver concluso le operazioni necessarie alla sopravvivenza dei pazienti.

ecco perché l’attesa per una mastoplastica con Servizio Sanitario Nazionale, oltre che a variare di molto da regione a regione, è solitamente lunga.

se l’obiettivo della mastoplastica additiva è meramente estetico (in percentuale statistica, la maggior parte dei casi), senza che vi sia a monte una reale esigenza funzionale o una malformazione congenita, il Servizio Sanitario Nazionale non prevede la convenzione.

ciò vuol dire che i costi dell’intervento sono a totale carico della paziente.

I soli due casi in cui la mastoplastica additiva è un intervento convenzionato col SSN sono per ricostruzioni dopo interventi oncoligici e dopo una terapia ormonale per le pazienti transessuali MTF.

C’è un limite d’età per la mastoplastica additiva?

sì: in Italia e per gli effetti di legge, la mastoplastica additiva non può essere effettuata su pazienti minorenni, neppure con avvallo dei genitori.
E i motivi di tale divieto sono fin troppo evidenti.

a parte questo vincolo, l’intervento di mastoplastica additiva non ha un limite proprio d’età per essere svolto: anche pazienti di settant’anni, se in buona salute, possono eseguirlo.

la media d’età delle pazienti che si sottopongono all’intervento varia dai 25 ai 40 anni, ma questa è solo una statistica.
In realtà non c’è limite, se non dipeso da problemi di salute che impediscono l’intervento.

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il Dott. Alberto Gallucci è un Chirurgo Plastico di Milano, specializzato in mastoplastica additiva, sia per motivi estetici che funzionali (ricostruttiva).

l’esperienza del Dott. Gallucci permette di ottenere risultati incredibilmente naturali, con zero dolore post operatorio e un recupero dopo l’intervento rapido ed agevole.

il Dott. Alberto Gallucci utilizza per i suoi interventi di mastoplastica additiva solo protesi di ultima generazione, sicurissime ed affidabili.

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anche se devi revisionare le tue vecchie protesi, o devi necessariamente cambiarle, puoi contattare il Dottore in ogni momento: è sempre al tuo fianco per permetterti di avere il tuo seno, bello ed armonico, come lo hai sempre desiderato.

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Quindi ricorri alla mastoplastica additiva se:
  • Il tuo seno è affetto da micromastia (troppo piccolo o non sviluppato rispetto al corpo);
  • Il tuo seno presenta evidente asimmetria, che vuoi correggere;
  • Non sei soddisfatta del volume e della dimensione del tuo seno, e ciò ti causa imbarazzo e disagio psicologico;
  • Sei una donna MTF, e vuoi completare il tuo percorso con un aspetto più consono al tuo genere;
  • Devi ricostruire il tuo seno dopo un intervento oncologico;
  • Devi revisionare delle vecchie protesi, non più funzionali o danneggiate
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Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal Dott. Alberto Gallucci il giorno:

lunedì 06 novembre, 2023

Il Dott. Alberto Gallucci è un Chirurgo Plastico, specialista in Chirurgia Generale.

Nel corso del suo trentennale esercizio della professione medica, il Dottore si è perfezionato della Chirurgia Ricostruttiva e nella Senologia, sperimentando nuovi protocolli ricostruttivi per le pazienti oncologiche, che necessitavano di ricostruzione del seno menomato da un necessario intervento di rimozione tumorale.

In oltre venticinque anni di Chirurgia Plastica e Generale, il Dottore ha accumulato oltre 20.000 ore di sala operatoria, spesso in interventi molto complessi di ricostruzione senologica.

L'obiettivo del Dottore è, da sempre, garantire alle pazienti il minor disturbo e fastidio possibile nel post-operatorio, e per questo si è particolarmente dedicato alla Chirurgia mini-invasiva, che garantisce eccellenti risultati a fronte di un tempo di recupero veramente contenuto.

Negli ultimi anni d'attività, il Dottore si è particolarmente perfezionato nella diagnosi e nella terapia chirurgica del lipedema, e nella Liposuzione a Zone Selettive: un tipo di liposuzione LRS (Lipedema Reduction Surgery) particolarmente indicato per asportare grandi quantità di grasso patologico, pur garantendo alla paziente la sicurezza dell'intervento e un tempo di recupero ridotto.

Quotidianamente, nel suo ambulatorio di Milano, il Dottore esegue piccoli interventi chirurgici di asportazione delle cisti (sebacee e tendinee), nonché di eradicazione dei tumori della pelle (basaliomi, spinaliomi e melanomi).

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Le pazienti del dottore dicono:
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Ottimo trattamento cura dei dettagli spiegazioni certosine . Professionale e puntuale. Consiglio a tutti"
Mariabarbara
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Dottore molto attento all'aspetto psicologico del paziente soprattutto se il paziente ha delle problematiche serie di salute."
Margherita
Dentista d'eccellenza in centro a Milano
‟Bravissimo chirurgo e ottimo studio medico. Eseguito un lifting con lui e sono rimasta molto soddisfatta. Lo consiglio"
Elisabetta
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